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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Politica ed economia nelle relazioni internazionali dell'Italia del secondo dopoguerra. Studi in ricordo di Sergio Angelini

Luciano Tosi (a cura di)

Roma, Studium, pp. 272, euro 23,00 2002

Si raccolgono qui gli atti di un convegno del 1999 dedicato a Sergio Angelini, docente di storia dei trattati e politica internazionale all'Università di Perugia dal 1973 nonché consigliere regionale e comunale della DC umbra dal 1970, scomparso nel 1997. Nove i contributi, divisi in due sezioni. La prima tratta della politica estera italiana nella guerra fredda e nell'integrazione europea, con scritti di Guido Formigoni, Massimo de Leonardis, Luciano Tosi, Antonio Varsori e Daniela Preda; l'altra delle politiche economiche italiane dal 1945 al 1960 circa, con saggi di Luciano Segreto, Federico Romero, Ruggero Ranieri e Giuliana Laschi. La felice scelta di far dialogare specialisti delle relazioni internazionali e storia economica è segno del contributo alla comprensione della guerra fredda in Italia offerto dagli studi interdisciplinari apparsi negli ultimi venti anni. Ma questa tendenza non si lascia racchiudere in steccati accademici; un riflesso ne è la presenza, trasversale al volume, di almeno due letture della storia post-1945. Semplificando, da un lato vi è chi vede nella tenuta dello Stato nazionale l'elemento centrale di organizzazione dei rapporti internazionali postbellici. Come mostrano le indicazioni di de Leonardis sulla fine della politica di potenza nell'Italia nel secondo dopoguerra, la politica estera di un paese sconfitto prende allora le forme della cooperazione, che l'ampia rassegna di Tosi sull'ONU copre sino agli anni Ottanta, dell'integrazione europea, su cui scrive Preda, e dell'emigrazione, affrontata da Romero. La separazione tra storia italiana e internazionale, lamentata nelle note storiografiche di Varsori, non appare risolubile con il generico appello ai contemporaneisti, renitenti a riconoscere il primato della Machtpolitik sul Rechtsstaat. Dall'altro chi postula che la crisi postbellica dello Stato-nazione comportasse la costituzione di un sistema politico-economico transnazionale. Colpisce il bel saggio di Formigoni sulla politica italiana dal 1945 al 1963, inserita nella parabola finale dello Stato nazionale territoriale moderno nel 1870-1970. La guerra fredda può essere considerata come continuazione della ?guerra civile europea? e anche come forma di un nuovo ?sistema internazionale?. Dopo il 1945 al centro dell'analisi va posta la politica ?imperiale? delle superpotenze, ma una logica amico/nemico gli appare insufficiente: ?il ?centro' dell'impero aveva un volto polimorfico? (p. 13). In quest'ottica, la politica economica emerge come frammento di un processo in cui gli attori italiani ?erano direttamente responsabili in misura limitata? ma capaci di combinare al meglio export e intervento pubblico (Segreto, p. 182). L'innovativa indagine di Ranieri sulle materie prime segnala che la riorganizzazione dei mercati fu segnata dal modello americano, e Giuliana Laschi ne affronta le pesanti conseguenze per l'agricoltura. Il volume, sebbene trascuri le questioni monetarie, sindacali e meridionale, offre così un panorama aggiornato delle indagini più recenti e delle principali interpretazioni sull'integrazione italiana nel blocco occidentale.


Carlo Spagnolo