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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Italia alla metà del XX secolo. Conflitto sociale, Resistenza, costruzione di una democrazia

Luigi Ganapini (a cura di)

Milano, Guerini e Associati, pp. 439, euro 32,00 2005

Il volume raccoglie gli atti dell'omonimo convegno, organizzato nel marzo 2004 dalla Fondazione Istituto per la storia dell'età contemporanea di Sesto San Giovanni, e mira a illuminare una fase cruciale della storia d'Italia, quella che ha visto la caduta del fascismo e il sorgere della Repubblica. Lo fa prendendo in considerazione un arco temporale di circa un decennio, dal 1943 ai primi anni Cinquanta, e una varietà di temi che spaziano dalla società alla politica, dall'economia alla cultura. L'opera si apre con un contributo che dà conto del crescendo delle tensioni sociali nel corso della guerra fascista fino al culmine del conflitto operaio del biennio 1943-45, momento decisivo per l'acquisizione da parte degli operai delle industrie settentrionali di un'autoconsapevolezza che si sarebbe poi sviluppata nei primi decenni della Repubblica (Ganapini). Il volume prosegue affrontando il tema delle diverse scelte etiche compiute dopo l'8 settembre e i giudizi che su di esse hanno espresso gli storici (Giovagnoli). La Resistenza è letta a partire dagli episodi di violenza nazista nel territorio campano e del basso Lazio e dalle conseguenti forme di disobbedienza messe in atto dalle popolazioni civili colpite (Gribaudi), per poi proseguire con i caratteri della ?guerriglia di pianura? rappresentata dalle SAP, le Squadre di azione patriottica, in cui agiva la peculiare figura dell'operaio-partigiano (Borgomaneri). La parte relativa alla fase successiva, quella del dopoguerra e della costruzione della Repubblica, è la più consistente e spazia dal difficile ritorno alla ?normalità? per gli ebrei perseguitati, cacciati dai posti di lavoro e derubati dei propri beni (Villa), all'analisi di alcune figure di intellettuali di destra primi critici della ?partitocrazia? (Lupo); dal progetto politico del Partito d'azione (Soddu), alla figura di Lelio Basso (Giorgi); dai primi propositi di azione in ambito politico-amministrativo e culturale elaborati dagli americani (Mellinato, Vinci), alla continuità tra fascismo e Repubblica rinvenibile nelle sorti dell'Ente nazionale assistenza lavoratori, erede del Dopolavoro fascista, e in quelle dei gruppi dirigenti della grande industria privata (Bresadola Banchelli, Colli); dall'emigrazione italiana negli anni della ricostruzione (Rinauro, Giardini), al contributo della cultura architettonica, urbanistica e del disegno industriale nella costruzione della nuova società democratica (Riccini, Bassi), per finire con le vicende della ricostruzione e del rilancio delle importanti imprese industriali di Sesto San Giovanni (Trezzi, Varini, Tedeschi). Pregio del libro è aver indagato una fase cruciale della storia del secolo scorso, concentrandosi su temi e problemi circoscritti e, per molti dei contributi presenti, sulla base di documentazione originale. Si tratta di ricerche puntuali, innovative e documentate, che contribuiscono a dar corpo a una solida base per i lavori di più ampio respiro.


Andrea Di Michele