SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Dizionario storico-biografico degli Italiani in Ecuador e in Bolivia

Luigi Guarnieri Calò Carducci

Bologna, il Mulino, pp. 325, euro 22,72 2001

La storia dell'emigrazione italiana in Ecuador e Bolivia, quantitativamente poco rilevante, è quasi tutta da scrivere. L'estrema povertà e le vicende politiche tormentate degli ultimi due secoli li hanno resi paesi poco attraenti per i nostri emigranti che, tra quelli che si affacciano sul Pacifico, hanno preferito il Cile o il Perù. Il lavoro di Luigi Guarnieri, docente di Storia americana a Teramo, comparso nella collana di ?Testi e Studi? dell'Istituto Italo-Latinoamericano, colma dunque una lacuna importante. Dopo un'Introduzione in cui l'autore traccia un quadro sintetico dell'emigrazione italiana nei due paesi e indica le fonti utilizzate, il volume si articola in due parti, contenenti rispettivamente il dizionario degli italiani in Ecuador e in Bolivia. In due corposi saggi premessi ai dizionari, Guarnieri ricostruisce i contesti specifici in cui le persone citate si muovono, e i circuiti a cui danno vita, tra metà '800 e fine '900. Sappiamo così che nel XIX secolo i primi ad avviare l'esile catena migratoria verso l'Ecuador provengono in gran parte dal Regno di Sardegna, soprattutto dalla Liguria, e in misura minore dal Regno delle Due Sicilie, in particolare dalla zona di Napoli. Sono per lo più commercianti e piccoli imprenditori, attivi soprattutto a Guayaquil, il principale porto ecuadoriano. In località interne diventano proprietari fondiari, produttori di cacao, gomma o allevatori di bestiame. Nelle zone ancor più interne, gli unici italiani sono i missionari, prima dominicani, poi salesiani. La presenza italiana aumenta, sia per i trasferimenti dal vicino Perù dopo la guerra del Pacifico (1879-83), sia per lo stabilirsi di un flusso dalle zone di origine di chi aveva fatto fortuna, in particolare la Liguria; ma stenta a raggiungere il migliaio, stabilizzandosi intorno a quella cifra sino ai tempi più recenti. In Bolivia i primi italiani arrivano dal Cile per costruire la ferrovia di Antofagasta, allora unico porto boliviano sul Pacifico. Alcuni avviano attività commerciali a La Paz, ma le condizioni poco ospitali della capitale che sorge a 3.200 metri sul livello del mare, le difficoltà di comunicazione e la perdita dello sbocco al Pacifico per la guerra già ricordata, non ne favoriscono l'insediamento. In Bolivia, ancor più che in Ecuador, la maggior parte degli italiani ? circa la metà, ossia alcune centinaia ? sono religiosi. Data l'esiguità dei numeri, i dizionari riescono ad essere esaustivi su personalità e famiglie che hanno giocato un ruolo rilevante nella storia dei due paesi. La carenza di studi sul tema sia in Italia, sia in Ecuador e Bolivia, così come la mancanza di altri strumenti utili alla ricerca come opuscoli, pubblicazioni celebrative, biografie dei personaggi di rilievo (prodotti in altri paesi dalle associazioni delle stesse collettività) hanno obbligato l'autore a districarsi tra fonti diverse: dai fondi delldel Ministero degli esteri e dalle relazioni consolari pubblicate sul Bollettino dello stesso ministero, fino alle testimonianze orali dei personaggi di cui si è ricostruito il percorso. Un lavoro minuzioso e accurato che ci offre uno spaccato interessante della storia di due paesi quasi del tutto ignorati dal pubblico italiano.


Maria Rosaria Stabili