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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Movimenti sociali e lotte politiche nell'Italia liberale. Il moto anarchico del Matese

Luigi Parente (a cura di)

Atti del convegno di San Lupo, 24-25 aprile 1998, Milano, Franco Angeli, pp. 284 2001

È risaputo che il socialismo, in Italia, è nato anarchico. La sua natura non deriva dalla situazione di arretratezza della penisola (come uno stereotipo storiografico ha ripetuto per decenni), ma dal fatto che esso fu vissuto come continuazione rivoluzionaria del Risorgimento e dunque come tentativo di portare a compimento le premesse ideologiche più radicali della democrazia mazziniana e del socialismo pisacaniano. Ciò spiega l'influenza determinante di Bakunin e spiega, altresì, come si sia imposta una tradizione storico-politica che privilegiava la mentalità cospirativa tendente al ?colpo di mano? attraverso la guerra per bande. Non a caso molti internazionalisti uscivano dagli ambienti mazziniani e garibaldini. Concepivano infatti una forma agitatoria che era data dalla del fatto?, vale a dire da un'azione il cui scopo era far conoscere i propri ideali attraverso esempi concreti. La jacquerie contadina è la forma dimostrativa specifica che essi adattano di fronte a determinate circostanze storiche; soprattutto è un mezzo clamoroso di divulgazione del socialismo. Da un lato perciò questa concezione riprende e utilizza la sola tradizione rivoluzionaria presente, dall'altra fa leva sull'unico soggetto sociale disponibile alla rivoluzione sociale, quelle plebi rurali che avevano già dato prove di ribellione nei moti contro l'imposta del macinato negli anni 1868-69. Il moto del Matese, che costituisce l'approdo fattivo di questa strategia, è stato oggetto di un convegno, i cui atti hanno visto ora la luce. Il volume è diviso in tre parti. La prima tratta del moto e della sua repressione da parte governativa; la seconda delinea le figure dei suoi maggiori protagonisti: Cafiero, Malatesta e Kravcinskij, Papini; la terza lo colloca nel contesto delle condizioni politiche e sociali del Mezzogiorno. Gli autori ? Franco Della Peruta, Susanna di Corato, Natale Musarra, Teresa Tomaselli, Luigi Cortesi, Saverio Festa, Augusta Molinari, Misato Toda, Federico Sora, Luigi Parente, Franco Noviello, Ada Labanca, Alberico Bojano, Silvano Franco ? sono tra i maggiori specialisti dell'argomento, dato che alcuni hanno precedentemente affrontato il tema con analisi approfondite e documentate. Sotto il profilo di una maggior conoscenza della dinamica dei fatti, delle motivazioni che animarono i protagonisti, e degli effetti che esso ebbe nello sviluppo successivo della storia del socialismo italiano, il libro non aggiunge elementi importanti e significativi. Dal punto di vista interpretativo, invece, esso offre una più articolata e complessa rivisitazione storiografica perché tiene conto delle molteplici ricerche che in questi ultimi anni sono state prodotte sulla genesi dell'anarchismo e dell'internazionalismo.


Giampietro Berti