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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le Italie dei notabili: il punto della situazione

Luigi Ponziani (a cura di)

?Abruzzo Contemporaneo?, nn. 10-11, Napoli, ESI, pp. 654, edizione fuori commerc 2001

Atti del Convegno svoltosi a Pescara il 5-8 marzo 1998 (le cui ragioni sono indicate dal curatore alle pp. 13-7), il volume interviene in un momento di snodo della storiografia istituzionale e sociale, che ha conosciuto in Italia negli ultimi vent'anni significativi sviluppi. È questo il tema di Marco Meriggi, che ne traccia un bilancio nouancé, in quanto ?qualche segno di stanchezza pare ormai mostrarlo?. Grazie a queste ricerche, ricorda, conosciamo oggi assai meglio che in passato le latenze localistiche dei ceti dirigenti dell'Italia liberale: ?e possiamo esserne soddisfatti, a patto di considerare questi risultati come semplici punti di partenza per affrontare il tema del rapporto tra istituzioni e società con domande nuove e meglio calibrate? (p. 68). Chi siano i notabili, come possano essere definiti e quale sia l'uso storiografico di questa categoria è illustrato da Alfio Signorelli, con particolare attenzione alla vicenda di fine Settecento, al percorso tra Francia e Italia, ad una fisionomia che ?non è data (tanto) dal suo statuto sociale, ma dalla sua collocazione all'interno dell'interazione tra società e stato? (p. 34), intendendo questi termini peraltro nel senso della complessità e della molteplicità dei nessi in un lungo periodo. È un arco infatti, sottolineano nella Premessa Umberto Levra e Filippo Mazzonis, che va dall'affermarsi dello ?Stato amministrativo? nel periodo napoleonico, fino allo sviluppo di notabili-?mediatori? nel secondo dopoguerra. In questo ampio quadro si collocano ventinove saggi, organizzati in cinque sessioni. Nella prima su Identità del notabile: cultura, reti di relazione, riconoscimento, vengono esaminati, tra gli altri, il caso di Lampertico (Camurri), di Tommaso Villa (Montaldo), del notabilato femminile (Follacchio) e le vicende di diversi ordini cavallereschi. Nella seconda, su Il potere del notabile: strategie familiari, di gruppo, di ceto, sono proposti interventi su Mezzogiorno appenninico, Terra di Bari e salernitano (Colapietra, Spagnoletti e Parrella), sulla famiglia Rospigliosi (Nenci) e sulla vicenda di un deputato di Lanciano, Berenga (Fimiani). La terza sessione, Il potere del notabile: politica e amministrazione, oltre a saggi focalizzati sulle vicende elettorali (Andreucci, Sagrestani, Pezzella), comprende relazioni sul primo '800 in Piemonte (Violardo) e in Terra d'Otranto (Corciulo), e sul caso emiliano-romagnolo nella seconda metà del secolo (Varni). Nella quarta sessione sono presentati interventi su Il potere del notabile: attività economiche e ruoli sociali, con tre studi sul chietino e uno sull'Umbria prima e dopo l'Unità. Conclude il volume una sessione su Il notabile nell'esilio e nell'emigrazione, con attenzione all'Istria ed alcuni contesti americani tra Otto e Novecento. Fatto il punto, è un percorso intrecciato, quello che sembra ulteriormente delinearsi, in cui lo svilupparsi di ricerche puntuali rinvia al dibattito sulle prospettive di comprensione sintetica dei meccanismi della governabilità e dunque della peculiarità italiana.


Francesco Bonini