SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Maccarese. Storia sociale di un’impresa agricola dell’Agro Romano. 1870-1998

Simone Colafranceschi

Bologna, il Mulino, 137 pp., € 16,00 2015

La Maccarese spa, proprietà dal 1998 di una finanziaria facente capo al gruppo Benetton, è oggi una delle più grandi e moderne aziende agricole italiane; sulla sua superficie pari a 3.200 ha, a circa 20 km da Roma, si producono ortaggi, olii, vini Igt e ha sede il più grande allevamento d’Italia di vacche lattifere che riforniscono giornalmente i mercati romani di importanti quantitativi di latte di alta qualità e di carne. Circa novanta anni fa, quando ebbe inizio la bonifica agraria della tenuta, un simile scenario sarebbe stato inimmaginabile. La tenuta di Maccarese, allora proprietà della famiglia dei principi Rospigliosi, nonostante l’avvio della bonifica idraulica risalisse a fine ’800, era ancora una tipica espressione dell’assetto latifondistico-estensivo dell’Agro romano: una vasta estensione incolta, inabitata e malarica di quasi 5.000 ha in larga parte paludosi, destinati all’allevamento dei bufali e al pascolo delle pecore transumanti; ma non per questo, però, poco remunerativa per i suoi proprietari. L’avvio della bonifica agraria, divenuta obbligatoria nel primo dopoguerra anche per le tenute più periferiche dell’Agro romano, segnò l’inizio di una nuova fase nella storia di Maccarese che, nel volgere di alcuni decenni, ha assistito alla rottura di un equilibrio secolare fondato sul circolo vizioso latifondo-malaria-spopolamento, mai scalfito da alcun tentativo precedente di bonifica. Valorizzando il ricco patrimonio documentario conservato in diversi archivi, il libro ricostruisce la complessa vicenda economica e sociale di Maccarese: dalle origini della bonifica idraulica di fine ’800 alla privatizzazione di un secolo dopo. L’excursus è scandito dagli avvicendamenti proprietari che, dopo secoli di immobilismo, vedono succedersi i maggiori protagonisti dell’economia italiana: le principali banche miste del paese, Comit e Credit, attratte dall’opportunità dei mutui di favore e delle agevolazioni concesse dallo Stato per la bonifica dell’Agro romano; lo Stato, che nel 1933 rileva tramite l’Iri le partecipazioni azionarie delle banche miste, salvando Maccarese nelle vesti di Stato agricoltore; infine, di nuovo, l’imprenditoria privata dal 1998, dopo circa un sessantennio di gestione pubblica. In ognuno di questi avvicendamenti la storia di Maccarese ha assunto significati emblematici: è stata, durante il fascismo, uno degli esempi più concreti della bonifica integrale e della colonizzazione; un simbolo del sindacalismo agrario laziale, negli anni del miracolo economico; e, dagli anni ’60 in avanti, un indicatore delle inefficienze della gestione pubblica e della degenerazione del sistema delle partecipazioni statali. Per sapere se nell’ultima fase, iniziata a fine anni ’90 con l’acquisto del gruppo Benetton, Maccarese resterà ancora un simbolo degli sforzi compiuti per la sua bonifica occorrerà attendere la realizzazione dei progetti per l’ampliamento dell’area del confinante aeroporto di Fiumicino; progetti, questi, che aprono molti interrogativi sulla futura destinazione della tenuta.


Rita D’Errico