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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Verità senza vendetta. L'esperienza della commissione sudafricana per la verità e la riconciliazione

Marcello Flores

Manifestolibri, Roma 1999

Nella transizione alla democrazia dopo un trentennio di regime, il governo Mandela-De Clerk ha istituito nel 1995 la Commissione per la verità e la riconciliazione (Truth and Reconciliation Commission, Trc). Suo compito era l'accertamento delle responsabilità per le violazioni dei diritti umani dal 1960 al 1994. Sulla base della testimonianza delle vittime, ed a condizione della confessione, la Trc poteva concedere l'amnistia individuale. L'a. propone al lettore italiano una selezione dei lavori della Trc, pubblicati nel 1999. Il suo interesse per questa esperienza nasce dall'originalità della soluzione che essa ha dato all'intreccio tra giustizia e politica. La conciliazione nazionale non viene perseguita attraverso un'amnistia generalizzata, ma concessa individualmente e sub condicione. Al contempo, il governo sudafricano ha rifiutato la soluzione giudiziaria della transizione alla democrazia, superando la giustizia dei vincitori applicata a partire da Norimberga, che l'a. ha analizzato in un lavoro precedente. Se lo scopo del processo è la costruzione di una verità giudiziaria, qui conta quella raccontata dalle vittime, e riconosciuta dai colpevoli. La testimonianza acquisisce così valore liberatorio. Ma resta un atto complesso, particolarmente per le donne violate, alle quali è stata riservata una sessione speciale. Una concezione etica della politica dunque, esplicitata dalla presentazione del vescovo Tutu presidente della Trc. Resta da approfondire il ruolo della religione nell'esperienza sudafricana, dalla componente puritana del razzismo afrikaner all'intervento pacificatorio di questi anni. Sulla base di una vasta bibliografia, l'Introduzione inquadra la soluzione della Trc nel contesto internazionale degli anni ottanta e novanta. Le democrazie nate in questi anni hanno privilegiato l'amnistia politica, a scapito della ricostruzione della memoria pubblica, che la Trc ha invece posto come priorità, in vista della fondazione del nuovo Paese. Il programma dell'inchiesta prevedeva di lasciare spazio anche alle motivazioni degli oppressori. Anche per questo, si è adottato un approccio storico. I documenti scelti dall'a. illustrano bene il contesto dell'apartheid, l'abuso di potere da parte di individui ed istituzioni, le connessioni dei conflitti interni con quelli subsahariani. La violenza e le lacerazioni interne ai partiti d'opposizione hanno segnato la transizione sudafricana, e forse non è un caso che la Trc si sia ispirata ad una commissione d'inchiesta, istituita nel 1992 da De Klerk, sui campi di detenzione creati dall'Anc di Mandela. A prova della complessità dell'opera di pacificazione, le polemiche sull'operato della Trc si sono aperte prima ancora che finissero i lavori.


Carolina Castellano