SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Lazzati. Una sentinella nella notte (1909-1986)

Marcello Malpensa, Alessandro Parola

Bologna, il Mulino, pp. 872, euro 45,00 2005

Uno degli elementi costanti del dibattito degli ultimi decenni è stato il rapporto tra impegno religioso e politico: in un'Italia strettamente legata anche territorialmente alla Santa Sede e che, dal Concordato in poi, ha inteso negare il principio liberale sul quale era stata fondata di ?libera Chiesa in libero Stato?, la commistione tra fede e politica è stata una costante. Si ricordi, in tal senso, la scelta di abbandonare la laica denominazione di Partito popolare per assumere quella di Democrazia cristiana, l'impegno dell'Azione cattolica di Gedda contro il comunismo, fino ad arrivare, alla fine degli anni Sessanta, alla fondazione di Comunione e Liberazione, massima espressione della volontà di coniugare fede, politica e interessi economici. Non è un caso che proprio al gruppo di don Giussani guardassero con sospetto quei credenti, come Turoldo, Balducci e appunto Lazzati (soprattutto negli anni in cui fu rettore dell'Università Cattolica di Milano), che sostenevano la necessità di una distinzione tra ?azione cattolica e azione politica? e soprattutto una superiorità della dimensione spirituale rispetto a quella temporale. Prima di questo bel libro di Malpensa e Parola, su Lazzati erano apparsi altri contributi tesi a ricostruirne la fisionomia umana e culturale, tra cui quelli di Giuseppe Alberigo e di Marta Margotti, ma con questo tomo, che rientra in un progetto dell'Istituto per le scienze religiose di Bologna, si può affermare che si è fatto un significativo passo in avanti: a dimostrazione di ciò non c'è solo la mole degli archivi consultati (anche se alcuni sono tuttora inaccessibili) ma anche la ricchezza delle informazioni e dell'articolazione del discorso. Gli autori hanno infatti saputo scrivere una biografia che tenesse conto dei diversi piani nei quali Lazzati prodigò il suo impegno, e cioè quello religioso, quello politico e quello del giornalismo e della cultura per un lasso di tempo assai lungo, che va dagli anni dell'Italia liberale, al fascismo, al periodo della cosiddetta ?prima repubblica?. Malpensa si è concentrato sulla prima parte, sugli anni della formazione di Lazzati fino alla sua deportazione in Germania, nei quali risultava già evidente come la sua personalità fosse attratta dal problema della ?santità laicale?, che lo indurrà alla fondazione, dopo un doloroso distacco da padre Gemelli, giudicato troppo schierato sulle posizioni del regime, dei ?Milites Christi?. Dopo la Liberazione, come documenta Parola, fu chiamato da Dossetti a far parte della DC: venne così votato come deputato alla Costituente e poi nella prima legislatura repubblicana. Abbandonò presto la politica attiva per dissensi proprio sul ruolo del ?partito cattolico?, ma vide poi confermate molte delle sue intuizioni riguardo al ruolo del credente nella società contemporanea negli anni del rinnovamento conciliare.


Daniela Saresella