SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La Nato

Marco Clementi

Bologna, il Mulino, pp.132, euro 8,00 2002

La trasformazione dello scenario politico internazionale con la fine del bipolarismo ha travolto l'alleanza militare del Patto di Varsavia, ma ha anche profondamente trasformato il baluardo militare dell'Alleanza occidentale, la Nato. Ciò ha coinciso con l'apertura ? assai cauta e lenta ? degli archivi della Nato stessa. Congiuntura politica e (cauta) liberalizzazione archivistica stanno moltiplicando quindi a livello internazionale gli studi storici sull'organizzazione militare e sul suo rilievo. L'autore insegna Relazioni internazionali e in questo breve volume, nella collana ?Farsi un'idea?, l'accento cade soprattutto sulle problematiche odierne e ? come titola un capitolo ? su ?i nodi del futuro?. Detto questo, però, in assenza di altre sintesi complessive, la lettura è fortemente consigliata per chiunque inizi ad occuparsi di storia delle relazioni internazionali o di storia delle istituzioni militari nel periodo bipolare. Egli trova qui utilmente riassunte le principali vicende che portarono al Patto atlantico e all'allestimento del suo strumento militare. Segue un esame (questo, per la verità, troppo rapido) della complessa evoluzione della struttura militare dalla sua costituzione ad oggi ed infine un'analisi della sua organizzazione attuale. Un capitolo non poteva non essere dedicato al travaglio della Nato nel primo decennio postbipolare, quando essa si è trovata senza il Grande Nemico contro cui aveva combattuto (o, meglio, contro cui si era preparata a combattere). Poiché nelle sintesi di storia delle relazioni internazionali e in buona parte di quelle di storia politica nazionale l'esistenza della Nato è sempre nominata ? anche se praticamente mai ne sono analizzati il peso o il ruolo ? queste pagine possono servire da utile promemoria. Un'osservazione, semmai, merita di essere fatta. Sia nelle parti di ricostruzione storica sia in quelle più interessate al presente, l'analisi è condotta sul filo della politica internazionale, estera. Riferimenti ed accenni agli aspetti militari, tattici e strategici rimangono, appunto, solo riferimenti. Di quali armamenti e di quanti uomini dispose l'Organizzazione militare quasi non si parla. Ora, e sia pur senza questionare i margini ristretti della breve sintesi, è ovvio che l'edificazione e il mantenimento di una struttura come quella della Nato sono stati e sono un complesso problema di politica estera, di relazioni internazionali euroatlantiche e di strategie diplomatiche. È però altrettanto ovvio che, trattandosi di un'organizzazione militare, e sia pur scontando l'assenza di molti studi preparatori (ma a livello internazionale la bibliografia offrirebbe molti più spunti di quanto si pensi), qualcosa di più militare era legittimo attendersi dal volume. Per tutto ciò quindi, purtroppo, è ancora necessario rifarsi all'annuale Handbook, pieno di dati e di cifre, che la Nato pubblica a stampa e offre su Internet.


Nicola Labanca