SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Shock Wojtyla. L'inizio del pontificato

Marco Impagliazzo (a cura di)

Cinisello Balsamo, San Paolo, 477 pp., Euro 26,00 2010

L'elezione di Karol Wojtyla al pontificato, il 16 ottobre 1978, giunse come una sorpresa per la Chiesa mondiale e per il mondo intero. Ma i dettagli e le reazioni a quella sorpresa sono meno noti, specialmente per quanto riguarda alcune aree geopolitiche particolarmente interessate (allora come oggi) a seguire l'evoluzione del pontificato romano. Il volume curato da Marco Impagliazzo offre una serie di saggi che costruiscono un mosaico di rapporti, analisi e reazioni alla notizia dell'elezione di Giovanni Paolo II, papa fino al 2005, ovvero durante un arco di tempo non solo lungo, ma anche cruciale per la storia politica mondiale.Dopo l'introduzione del curatore, i sedici saggi si dividono in tre parti. La prima parte si sofferma su L'Europa occidentale e il papa slavo, con due saggi sull'Italia (Tito Forcellese e Antonio Scornajenghi) e uno ciascuno per Francia (Marco Impagliazzo), Germania (Evelina Martelli), Unione Sovietica (Adriano Roccucci), Stati Uniti (Lucio Valent), Gran Bretagna (Alfredo Canavero) e Polonia (Massimiliano Signifredi). Una seconda parte si concentra sullo shock europeo osservato dall'esterno: America Latina (Luigi Guarnieri Calò Carducci), Medio Oriente (Paola Pizzo), Cina (Agostino Giovagnoli), Giappone (Valdo Ferretti). La terza parte del volume riporta sull'elezione e il pontificato di Giovanni Paolo II tre testimonianze di Arrigo Levi, Andrea Riccardi e del cardinale Camillo Ruini.I saggi sono tutti di valore, e alcuni di essi si basano su fonti archivistiche di rilievo. Per ragioni di spazio riportiamo qui solo tre punti di particolare interesse per i rapporti tra storia del pontificato e storia globale. Nel saggio dedicato alla Germania emerge come l'entusiasmo popolare suscitato dalla visita del papa nella sua terra natale nel 1979 venne recepito dalla diplomazia (sovietica e non solo) come un fenomeno analogo - almeno dal punto di vista politico - alla presa dell'ayatollah Khomeini in Iran, avvenuta cinque mesi prima: siamo a pochi mesi dall'invasione sovietica dell'Afghanistan, e quella cesura - il 1979 - passò alla storia, anni dopo, come l'inizio della revanche de Dieu. Dal saggio dedicato alle reazioni sovietiche si nota la precoce e lucida analisi delle autorità di Mosca di fronte all'elezione di un papa di cui si percepiva non solo l'ostilità al controllo comunista sull'Europa orientale, ma anche la pericolosità nei confronti dei tre angoli cruciali della partita geopolitica tra Mosca e la Roma vaticana: Polonia, Lituania e Ucraina. Nel saggio dedicato alle reazioni in Medio Oriente, infine, si legge uno degli appelli rivolti dal Libano al papa «che ha potuto conquistare la Polonia e sfidare il socialismo mondiale, sconfiggendo l'ateismo […] questo uomo avrà la capacità di conquistare l'America e sfidare il terrorismo sionista che vi si trova» (p. 380). Dalla fine del lungo pontificato globale di Giovanni Paolo II emergono vincitori e sconfitti, nella Chiesa e nel mondo: anche tra gli sconfitti, alcuni furono più preveggenti di altri.


Massimo Faggioli