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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Industria e lavoro nel Lecchese fra Otto e Novecento. Lo sviluppo di un distretto fra liberismo pragmatico e welfare nascente

Marco Maggioni

Lecco, Cattaneo Editore, pp. 240, euro 20,00 2004

Lo studio di Marco Maggioni analizza il contesto economico e sociale lecchese a cavallo tra Otto e Novecento con un duplice obiettivo: da un lato, individuare i fattori dello sviluppo e gli elementi caratterizzanti il decollo industriale ed economico; dall'altro lato, utilizzando un approccio meno consueto ma di estremo interesse, quello di ricostruire l'impatto e i tratti distintivi delle prime forme di protezione sociale sul piano locale. Riguardo al primo aspetto, particolare attenzione viene dedicata al progressivo sviluppo dei settori caratterizzanti il tessuto economico-produttivo dell'area lecchese, privilegiando la fase giolittiana. Ne scaturisce un'analisi, molto ben documentata, che si avvale del ricorso a bollettini e pubblicazioni a diffusione locale e regionale, a fonti archivistiche e alle varie serie statistiche nazionali e locali. Arricchita da tabelle e dati quantitativi, dalla disamina viene confermata l'importanza dei settori serico, tradizionalmente trainante, e alimentare-caseario, ma emerge anche, proprio a partire dal primo Novecento, il rafforzarsi dell'industria metalmeccanica e di quella chimica e, più in generale, di una vasta e ramificata rete produttiva. Viene così messa in luce la precocità dello sviluppo economico locale e l'importanza dell'interdipendenza tra i vari settori produttivi venutasi progressivamente a determinare attorno a questa sorta di ?nucleo manifatturiero-industriale? originario. Il sistema economico lecchese si pone così ?come un caso di sviluppo territoriale in anticipo su quello nazionale e addirittura su gran parte dei sistemi locali regionali? (p. 228), determinato principalmente da risorse e componenti endogene. Il carattere fortemente autopropulsivo di questo sviluppo spiegherebbe così il ritmo di sviluppo industriale registrato a cavallo tra Otto e Novecento, molto più marcato rispetto al resto d'Italia. Nonostante le prevedibili divergenze di vedute tra i settori legati all'esportazione e quelli a favore del protezionismo, il volume mette inoltre in luce la presenza sul territorio di un ceto imprenditoriale e di una classe dirigente sostanzialmente concordi nel sostenere la libertà di iniziativa economica e nell'opporsi al fiscalismo e agli sprechi delle autorità centrali. Questo ?liberismo pragmatico? rappresenta l'elemento accomunante per questi soggetti ed è utilizzato come chiave di lettura per l'analisi degli elementi caratterizzanti il ?welfare nascente? locale. Questa parte della ricerca, che, pur considerando la limitatezza delle fonti locali, avrebbe probabilmente meritato un maggiore approfondimento, ruota principalmente attorno al tema della difficile affermazione delle prime forme di tutela e regolamentazione delle condizioni di lavoro e del salario e del formarsi, sulla scia dei provvedimenti e del dibattito nazionale, delle prime forme di protezione sociale per la manodopera del settore industriale e manifatturiero in un contesto particolare quale quello lecchese, dove persistono a lungo ?vincoli sociali propri della mentalità da ancien régime? (p. 33).


Gianni Silei