SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Tra storia e memoria. 12 agosto 1944: la strage di Sant'Anna di Stazzema

Marco Palla (a cura di)

Roma, Carocci, pp. 246, euro 18,60 2003

L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, secondo con le sue 560 vittime (per lo più donne e bambini) soltanto al massacro di Marzabotto, è rimasto a lungo ignorato dalla storiografia. Il volume curato da Marco Palla, che raccoglie gli atti del convegno tenutosi a Pietrasanta nel 2001, ci offre la prima efficace sistemazione storiografica della strage toscana, inserendosi nel filone di studi sulla ?guerra ai civili? condotta dall'esercito tedesco e sulla ?memoria divisa? elaborata dalle popolazioni locali. Paolo Pezzino ricostruisce infatti con precisione le modalità della strage, individuandone e i responsabili materiali e le ragioni più generali, riassumibili nel sistema di ordini emanato dai vertici militari tedeschi, teso a colpire la popolazione civile considerata complice, soltanto per non essere ?sfollata?, del movimento partigiano esistente nell'area, le cui contraddizioni vengono opportunamente evidenziate. Carlo Gentile invece presenta un esaustivo quadro dei massacri compiuti tra la Toscana e l'Emilia Romagna dalle unità della 16. SS-Panzer-Grenadier-Division Reichsführer, responsabile dell'eccidio di Sant'Anna, evidenziando l'elevato grado di ideologizzazione di ufficiali e di sottoufficiali, impegnatisi precocemente, come Anton Galler, comandante del battaglione perpetratore della strage, nel movimento nazionalsocialista e chiamati a compiti di ?pulizia etnica? e ?politica? già prima del 1939. Le successive relazioni si incentrano sui limiti dei processi ai criminali nazisti tenuti nel secondo dopoguerra da inglesi e italiani (Joachim Staron), soffermandosi sulle molte incertezze del diritto internazionale circa la liceità della rappresaglia (Stefano Prauser), sulle motivazioni politiche che, con il delinearsi delle fratture ?della guerra fredda?, rendevano inopportuna una ?Norimberga? italiana contro i capi della Wermacht in Italia (Michele Battini), e sulle incertezze dei giudici italiani, timorosi di dover consegnare a tribunali esteri i generali del regio esercito analogamente colpevoli di crimini di guerra (Kerstin von Lingen). Sulla memoria delle strage riflette invece il bel saggio di Toni Rovatti, attenta nel cogliere le diverse elaborazioni degli abitanti del paese, divisi tra la necessità di ottenere il doveroso riconoscimento dell'eccidio e il suo difficile inserimento nella tradizionale narrazione dell'epopea resistenziale. Punita da una guerra sentita a sé estranea, Sant'Anna ha infatti difeso a lungo la propria memoria interna, rivendicando l'estraneità delle sue vittime alla Resistenza armata, scelta consapevole di lotta ai tedeschi e ai fascisti, accettando a fatica l'inserimento in una retorica nazional-patriottica in cui non si riconosceva. Emerge quindi con chiarezza l'impossibilità di ridurre il vissuto del tempo di guerra in schemi e stereotipi precostituiti, come conferma l'attento esame di Giovanni Contini delle differenti memorie costituitesi in molti dei paesi toscani in cui si sono verificati stragi ed eccidi, spesso ferite ancora aperte dentro le comunità con cui la storiografia, come questo bel volume dimostra, ha iniziato finalmente a fare i conti.


Tommaso Baris