SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le lance di cartone. Come la Polonia portò l'Europa alla guerra

Marco Patricelli

Torino, Utet, pp. 385, euro 25,00 2004

L'argomento del libro è sintetizzato nel sottotitolo ma, in realtà, una lunga parte introduttiva ne fa una breve storia della Seconda Repubblica polacca dalla sua nascita nel 1918 fino alla sua morte violenta nel 1939. La prima parte è infatti dedicata al periodo che va dalla riunificazione delle terre polacche, precedentemente spartite fra gli Imperi asburgico, zarista e tedesco, fino al 1938; di particolare interesse sono i capitoli sulla guerra polacco-sovietica e sulle contese diplomatiche su regioni come la Slesia e la Galizia orientale. Segue una ricostruzione della politica interna e internazionale della Polonia negli anni Venti e Trenta, mirante a evidenziare il sostanziale isolamento in cui la stessa finì col trovarsi sullo scacchiere internazionale. Le cause di tale isolamento sono individuate da un lato nell'ostilità tedesca e sovietica (motivata dalla volontà di riappropriarsi dei territori perduti in seguito ai trattati di Versailles e di Riga), dall'altro nella stessa politica polacca che, ambendo al riconoscimento del ruolo di grande potenza (benché questo fosse di gran lunga al di sopra delle effettive possibilità della giovane Repubblica), finì con l'inimicarsi anche gli Stati vicini ? in particolare la Lituania e la Cecoslovacchia, al punto che nel 1938 la Polonia partecipò alla spartizione di quest'ultima in seguito agli accordi di Monaco. È con questi ultimi che si apre la seconda parte; vengono ricostruiti quindi gli eventi che portarono allo scoppio della seconda guerra mondiale ? il trattato Molotov-Ribbentrop, le trattative dell'ultima ora, infine il lancio del Fall Weiss, l'attacco tedesco alla Polonia con cui si aprirono ufficialmente le ostilità. Alla breve guerra polacco-tedesca del settembre 1939 viene poi dedicata molta attenzione, peraltro concentrata sulle operazioni militari piuttosto che sulle atrocità che, com'è stato ampiamente accertato, caratterizzarono fin dall'inizio il comportamento delle truppe occupanti. Così, mentre non più di un cenno è riservato alla ?domenica di sangue? di Bromberg, tabelle particolareggiate ricostruiscono l'ordine di battaglia tedesco e quello della cavalleria e dell'aviazione polacche, e vengono ricostruite diffusamente le battaglie combattute sul fiume Bzura e in difesa di Varsavia; s'insiste inoltre non solo sull'eroismo, ma sull'effettività della difesa polacca, che inflisse ai tedeschi non trascurabili perdite materiali, pur venendo sostanzialmente sopraffatta sul piano sia numerico che qualitativo (emblematico in proposito è il caso dell'aviazione polacca, ?distrutta al suolo? solo in maniera parziale). Nella parte finale vi sono dei cenni all'occupazione nazista e sovietica della Polonia (con particolare attenzione per il massacro degli ufficiali polacchi nella foresta di Katyn) e all'attività delle forze armate polacche in esilio; di particolare interesse è l'ultimo capitolo, in cui viene descritta la duplice fuga (prima dalla Polonia e poi dalla Francia) dei crittoanalisti polacchi, che avevano decifrato i codici segreti tedeschi, dando in questo modo un vitale contributo alla sforzo bellico alleato, rimasto tuttavia privo di riconoscimento fino a tempi recentissimi.


Antonio Ferrara