SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Lo scrittoio del generale. La romanzesca epopea risorgimentale del generale Govone

Marco Scardigli

Torino, UTET, XVI-590 pp., euro 27,00 2006

Marco Scardigli, esperto di storia militare e già docente a contratto presso l'Università di Pavia, dopo aver pubblicato diversi saggi, tra cui una storia degli ascari, affronta nell'ultimo suo libro la biografia di Giuseppe Govone. L'opera, strutturata in tre parti, ripercorre la vita e la carriera di uno dei più importanti e atipici generali italiani dell'Ottocento. Dopo essersi soffermato sulle origini e sulla formazione, l'autore tratteggia gli esordi di Govone sui campi di battaglia della prima guerra di indipendenza. L'intelligenza, la capacità e la preparazione dimostrati nell'espletamento di incarichi segreti e nell'organizzazione dello spionaggio portarono il giovane ufficiale a meritarsi la fiducia dei vertici militari. Un credito maturato anche grazie alle brillanti missioni svolte in Crimea e alla creazione di efficaci reti informative nella seconda guerra d'indipendenza. Con l'Italia unita, e arriviamo alla seconda parte della ricerca, Govone si trovò a dover affrontare le questioni del brigantaggio nella Val Roveto e della renitenza alla leva in Sicilia. Particolare attenzione è riservata alle vicende del 1866 che videro il generale come uno dei massimi protagonisti in veste sia diplomatica sia militare. L'ultima parte, infine, è incentrata sulla «scomoda» esperienza di Govone come ministro della Guerra, alle prese con la necessità di ridimensionare i costi dell'esercito. Disaccordi, gelosie e pressioni da parte degli ambienti più conservatori delle regie armate portarono il generale al progressivo isolamento, sfociato nella malattia e nel tragico suicidio. All'autore va riconosciuto il merito di avere condotto una ricerca originale sulle carte d'archivio conservate presso il Museo Nazionale del Risorgimento di Torino. Il quadro che emerge è ricco dal punto di vista di storia militare, anche grazie all'incrocio con altre fonti, come i carteggi e le memorie di Lamarmora, Revel, Della Rocca. Purtroppo non così particolareggiata emerge la figura politica di Govone. Da un lato i complessi quadri diplomatici dell'epoca sono risolti in linea unidirezionale. Dall'altro, la parte sul Govone ministro è insoddisfacente per la mancanza di aspetti che ripercorrano le vicende parlamentari del personaggio e dei rapporti con Lanza e Sella. Si rimane perplessi di fronte allo stile narrativo scelto, in quanto i presupposti di scientificità, insiti anche nei poderosi rimandi in nota, a dire il vero a volte dispersivi, sono vanificati da un linguaggio che riduce la ricerca a un'opera più divulgativa che scientifica. L'autore, per fornire un libro fruibile anche ai soli appassionati, si sofferma in corpose descrizioni di episodi già ampiamente conosciuti, con il risultato di nulla aggiungere di originale allo studio e di spezzarne il racconto. L'impianto bibliografico è, per quanto riguarda il piano generale, piuttosto debole, basandosi su discutibili opere storiografiche di stampo giornalistico. Non del tutto convincenti appaiono infine, per gli interrogativi di attendibilità che ancora sollevano, i riferimenti a siti storici telematici.


Pierangelo Gentile