SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Tra la storia e la libertà. Luce Fabbri e l’anarchismo contemporaneo,

Margareth Rago

Milano, Zero in Condotta, 315 pp., euro 20,00 (ed. or. São Paulo, 2001) 2008

L’a. è una docente all’Università Statale di Campinas (Brasile) e la biografata (1908-2000) era una professoressa di Letteratura italiana presso l’Università di Montevideo (Uruguay). Il loro impegno professionale rivela però solo un aspetto del volume che rappresenta l’incontro di due donne con interessi e valori comuni: dall’emancipazione femminile alla liberazione sociale. Dal 1995 le due compagne di sentimenti e di ideali si ritrovano spesso e Luce diventa per Rago un «porto sicuro» dove trovare autentica amicizia e stimoli culturali.Luce è figlia di Luigi Fabbri (1877-1935), uno dei più attivi militanti anarchici di lingua italiana anche nell’esilio in Uruguay. Del padre, a sua volta «figlio» di Errico Malatesta, Luce ricorda l’opera più profetica redatta tra il 1920 e il 1921 - Dittatura e Rivoluzione - un’analisi critica della Rivoluzione bolscevica. In qualche modo Luce attualizza i giudizi paterni sfidando il grande entusiasmo per un’altra «rivoluzione vittoriosa», quella cubana. Le costa un certo isolamento, anche tra gli anarchici, dichiarare che Cuba rappresenta, con la svolta castrista del 1961, «la controrivoluzione in atto e la prima seria sconfitta del socialismo in America Latina» (p. 209). Sollecitata da Rago, Luce ricorda che il padre, un maestro che non firmò il giuramento di fedeltà al regime fascista, considerava la propria famiglia quale «primo nucleo della società libertaria» (p. 41). La stessa decisione di non firmare fu presa insieme ai figli e alla compagna. Un analogo clima sereno, pur nella sfida ai sistemi autoritari, Rago lo percepisce durante le lunghe permanenze a Montevideo sia nelle conversazioni con Luce sia in una realtà sperimentale come la Comunidad del Sur.Il «circuito creativo» fra le due intellettuali e militanti, che Rago attribuisce anche alle lezioni metodologiche di Foucault, è presente in queste pagine e riesce spesso a giungere al lettore con freschezza e «contagioso entusiasmo» (p. 7) come rileva la traduttrice Arianna Fiore. La storica brasiliana ritiene che i colloqui con Luce le abbiano fatto intuire come potrebbe essere una storia dell’anarchismo in chiave femminile, in un’ottica che valorizzi protagonisti e protagoniste dando spazio al microcosmo antropologico e alla dimensione psicologica.Forse Rago non è riuscita a staccarsi da Luce, divenuta sua amica, e a produrre le necessarie critiche alla propria fonte storica. Ad esempio, la vita stessa di Luce è presentata come un’opera d’arte in cui la soggettività si sposa con la socialità, dove il privato e il pubblico si intrecciano senza alcun trauma. Per Rago, le condizioni di storica e militante, letterata e poetessa si fondono nella esistenza di Luce e ruotano attorno ad un asse centrale: la necessità della vera storia, quella che coincide con la libertà. Essa «insegna a nuotare» nel fiume della realtà e a «inventarsi la vita» di ogni giorno (p. 289). Al punto che l’elasticità mentale e la volontà di comunicare hanno permesso alla novantenne Luce di scoprire uno strumento come Internet e di usarlo con dovizia.Il volume è corredato da un’ampia bibliografia, ma risente della mancanza di fili conduttori come l’indice dei nomi.


Claudio Venza