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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Europa tra continuità e cambiamento. Il Vertice dell'Aja del 1969 e il rilancio della costruzione europea

Maria Eleonora Guasconi

Firenze, Polistampa, pp. 286, euro 20,00 2004

Il volume di Maria Eleonora Guasconi, ricercatrice di Storia delle relazioni internazionali presso l'Università di Urbino e autrice di studi significativi sull'integrazione europea e sulle relazioni Italia-Stati Uniti con particolare riferimento al ruolo dei sindacati, ricostruisce lo svolgimento del Vertice dell'Aja del 1969, così come i suoi riflessi sul processo di unificazione europea. La Conferenza dell'Aja, con le prospettive aperte dal famoso trittico ?completamento, approfondimento e allargamento?, costituì un'importante cerniera tra il periodo di avvio della Comunità Economica Europea conclusosi con la creazione della tariffa europea comune e il primo allargamento, ponendo sul tappeto l'annosa questione del rapporto allargamento-approfondimento. Fu per certi versi un rilancio dopo la stasi comunitaria dal punto di vista politico degli anni Sessanta, anche se non mancò di profonde contraddizioni che l'autrice evidenzia con puntualità. Segnò una tappa importante del processo di unificazione europea, suggellando per un verso l'involuzione comunitaria già emersa con l'applicazione del metodo della sincronizzazione e con la sconfitta della prospettiva federalistica invocata da Hallstein, intendendo per l'altro proseguire il cammino intrapreso nel solco dei trattati di Roma, attraverso il Piano Werner e la prospettiva dell'unione economico-monetaria, il parziale rafforzamento delle istituzioni europee, l'automatismo della determinazione delle risorse di bilancio, la riforma del Fondo sociale europeo e la creazione del Fondo regionale. Certamente contribuì a forgiare un nuovo concetto di costruzione comunitaria, meno legato al funzionalismo federalistico dei padri fondatori e più proiettato verso un'integrazione ?orizzontale? dal punto di vista economico e intergovernativa da quello politico. Sulla base di un'ampia documentazione archivistica, l'autrice ricostruisce in maniera efficace il quadro internazionale in cui la Conferenza si dipana ? la crisi del dollaro e dell'economia americana, gli avvenimenti cecoslovacchi e le profonde trasformazioni del '68, l'uscita di scena di De Gaulle, la Ostpolitik avviata da Brandt, le nuove prospettive multipolari, la ridefinizione dei rapporti Europa-Stati Uniti ? seguendone svolgimento e sbocchi. E mostra il preciso interesse economico della Francia all'allargamento, mettendo peraltro in secondo piano la componente geopolitica, che pure ebbe importanza non marginale nel processo. Emerge come gli aspetti sovranazionali dell'unificazione, a dispetto di una lettura storiografica talora eccessivamente entusiasta del dopo De Gaulle e dell'ascesa in Francia a posti di responsabilità di governo di europeisti convinti quali Jacques Chaban-Delmas e Maurice Schumann, a fine anni Sessanta fossero ormai definitivamente subordinati alle politiche nazionali, pur nella diffusa consapevolezza che la Comunità rappresentava sempre più il quadro in cui sarebbe stato possibile ai paesi europei rispondere nella maniera più efficace alle sfide poste dalle trasformazioni economiche e politiche in corso.


Daniela Preda