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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia del Trentino, vol. V: L'età contemporanea 1803-1918

Maria Garbari, Andrea Leonardi (a cura di)

Bologna, Il Mulino, pp. 998, euro 65,00 2003

Si tratta del quinto volume della monumentale Storia del Trentino promossa dall'Istituto trentino di cultura, il cui piano dell'opera prevede la pubblicazione di sei volumi, da La preistoria e la protostoria a L'età contemporanea: Il Novecento. Il libro si articola in due sezioni, la prima, curata da Maria Garbari, dedicata a politica, istituzioni, cultura e arte, la seconda, curata da Andrea Leonardi, incentrata su economia e società. L'intento, assai ambizioso come si conviene ad un'opera di questo tipo, è di disegnare per il Trentino un quadro il più completo possibile in grado di considerare tutti gli ambiti di ricerca e le visuali dell'Ottocento (il ?secolo lungo?), a partire dal 1803 ? l'anno che segna la fine del principato vescovile ? fino al termine della Prima Guerra mondiale. Come è normale in un lavoro a cui hanno collaborato tante persone (i saggi sono ventuno e gli autori diciassette), il valore dei singoli contributi è diseguale, così come il loro peso nell'economia dell'opera. Di sicuro spessore è la trattazione delle complesse vicende politico-istituzionali (si pensi soltanto che furono sette i cambiamenti di regime per il Trentino dalla fine del Settecento al Congresso di Vienna) compiuta da Maria Garbari per tutto il periodo oggetto del libro. Altrettanto si può dire per lo sforzo compiuto da Andrea Leonardi, che in tre distinti contributi ricostruisce le vicende del passaggio dalla manifattura all'industria, dell'evoluzione del terziario e del fortunato sviluppo della cooperazione. I suddetti contributi non sono gli unici degni di nota. Ci siamo limitati a richiamare questi non solo per l'impossibilità di citarli tutti, ma anche perché, paradossalmente, è proprio nei citati punti di forza del volume che ravvisiamo un suo limite. Gli ambiti di ricerca che sono specifici dei due curatori, infatti ? rispettivamente la storia politico-istituzionale e la storia economica ? risultano trattati esaustivamente ma finiscono per assumere un peso preponderante negli equilibri dell'opera, che appare troppo centrata su quegli argomenti e poco attenta agli altri temi. In particolare è la storia della società trentina ad uscirne penalizzata. Ad essa vengono riservate solo alcune decine di pagine, la maggior parte delle quali dedicate alle vicende demografiche, cui va ad aggiungersi unicamente un brevissimo saggio su medicina e tradizioni popolari. Nonostante questo squilibrio, che ci auguriamo non si riproponga nel volume di prossima pubblicazione riguardante il Novecento, siamo di fronte ad un'opera di indubbio valore e imprescindibile per chiunque in futuro si dedicherà allo studio dell'Ottocento trentino.


Andrea Di Michele