SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Credito industriale funzione pubblica e credito mobiliare 1947-1990

Maria Rosaria Ostuni (a cura di)

saggio di Leandro Conti, Firenze, Giunti, pp. 816, euro 35,00 2004

Il volume raccoglie una nutrita documentazione sull'attività della Sezione di credito industriale della Banca Nazionale del Lavoro. La Sezione venne istituita, con personalità giuridica propria e contabilità separata, nel 1947 ed è stata operativa, con varie modifiche statutarie, fino al 1994, quando, in seguito alle modifiche legislative, che hanno rimosso l'impedimento alle banche ad esercitare il credito a medio termine, è stata assorbita all'interno della Banca Nazionale del Lavoro. La Sezione è uno degli strumenti della strategia a largo spettro che, sotto la regia della Banca d'Italia, i governi della ricostruzione adottarono per dotare il mercato finanziario italiano di una panoplia di istituti specializzati nell'erogare credito in forme agevolate a settori produttivi selezionati. La Sezione operava come un ente pubblico economico, guidato da un comitato esecutivo composto da presidente e direttore della BNL, da cinque rappresentanti dei ministeri economici e un membro dell'Istituto di credito delle casse di risparmio. Per statuto fu chiamata ad erogare credito agli stabilimenti industriali, utilizzando un fondo di dotazione fornito dal Tesoro e con un limite agli impieghi proporzionale al fondo di dotazione. La Sezione della BNL è di sicuro interesse come oggetto di ricerca perché, pur occupando solo una piccola percentuale delle erogazioni complessive degli istituti di credito speciale, forse meno del 2 per cento, dà un'idea della grande quantità di istituti pubblici messi in opera alla fine degli anni Quaranta, e dei quali la ricerca storica ? fatta eccezione di pochi casi ? non si è ancora occupata in maniera analitica, a causa della complessità della materia e della difficoltà di seguire un mercato regolato attraverso un numero enorme di leggi, leggine e atti amministrativi e regolamentari delle autorità monetarie. Detto questo, il volume, introdotto da un breve saggio di Leandro Conte, non rappresenta, a mio giudizio, uno strumento di particolare utilità, in quanto la massa documentaria riportata è sì imponente, ma in pratica priva di un qualsiasi criterio di selezione. Si riportano, si presume per scelta di rilevanza, una parte dei verbali del comitato esecutivo della Sezione, i principali decreti e provvedimenti amministrativi che riguardano la gestione ed i bilanci annuali della Sezione. I documenti sono ordinati per anno e non è proposta alcuna chiave di lettura o di approccio ad essi. Lo storico economico potrà sicuramente cimentarsi con profitto nella ricerca sul documento grezzo, pur con la consapevolezza di dover sottostare ad un filtro preliminare della documentazione che non è stato il suo.


Alessandro Polsi