SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Sergio Garavini consigliere comunale di Torino. 1956-1969

Mariangela Rosolen (a cura di)

Roma, Ediesse, pp. 492, euro 20,00 2003

Corposo volume quello curato da Mariangela Rosolen, ex dipendente Fiat, parlamentare e consigliera comunale e provinciale del capoluogo subalpino. Nelle quasi 500 pagine che costituiscono l'opera, infatti, l'autrice ha raccolto gli interventi che hanno segnato la partecipazione di Sergio Garavini all'attività dell'Amministrazione municipale lungo oltre un decennio. Ne è emersa un'inedita biografia del noto esponente del movimento sindacale torinese, eletto per la prima volta nelle file del PCI nel 1956, allorché il Partito registrò un calo di consensi analogo a quello subito dalla FIOM l'anno precedente, e dimessosi nel 1969, un anno prima della fine del mandato, in rispetto dell'incompatibilità tra incarichi istituzionali, sindacali e di partito sancita dalla CGIL. Come evidenziano gli stessi limiti temporali, tuttavia, l'interesse del volume non si esaurisce nella costruzione della biografia di Garavini che, va detto, non risponde ai tradizionali canoni storiografici del genere: il volume è infatti il frutto del lavoro di una militante e di questa matrice conserva limiti e pregi. Quelli compresi tra la metà degli anni '50 e la fine del decennio successivo sono anni decisivi non solo per le sorti del movimento operaio e delle sue organizzazioni, ma per l'intero sviluppo socioeconomico nazionale, nell'ambito del quale la realtà torinese assunse un ruolo di rilievo sia sul piano produttivo sia su quello simbolico. In questo senso, sebbene l'autrice abbia assunto in maniera forse troppo pacifica il discusso e controverso mito della ?città-laboratorio?, il volume offre comunque la possibilità di approfondire questioni la cui rilevanza trascende l'immediatezza del contesto locale. Nell'ordine: ?quelle che i comunisti di allora chiamano discrasie tra sindacato e partito? (p. 14) di cui Garavini fu uno dei protagonisti; il funzionamento di una realtà amministrativa locale e il rapporto con il territorio; le relazioni tra il sistema produttivo torinese e le vicende nazionali; il contributo comunista alle politiche municipali. Il primo di questi temi attraversa l'intero volume in conseguenza della peculiare formazione di Garavini e della sua capacità di cogliere i limiti dell'azione del partito e del sindacato, così come l'ultimo che si precisa nel succedersi dei resoconti e degli interventi. Agli altri, in particolare alle vicende di natura sindacale e alle questioni urbanistiche e di bilancio, sono dedicati i capitoli successivi al primo che fornisce un quadro delle vicende amministrative locali scandito dall'avvicendarsi delle tornate amministrative. Un ultimo cenno merita l'inserimento di alcuni interventi dedicati a fatti di rilievo nazionale e internazionale; l'autrice, infatti, propone il discorso che il neo eletto consigliere comunale dedicò alla vicenda ungherese e quello pronunciato in chiusura di mandato dopo l'eccidio di Avola. Un segno questo del tentativo di restituire la complessità dei rapporti tra la dimensione locale del confronto e dell'elaborazione politica e quella nazionale o internazionale.


Manuela Lanari