SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Sessantotto. Una breve storia,

Marica Tolomelli

Roma, Carocci, 141 pp., euro 12,50 2008

Perché sfruttare il quarantennale del ’68 per proporre una pubblicazione che ripercorra gli eventi dell’annus mirabilis degli studenti? Le ragioni sono numerose e diverse tra loro, sostiene Marica Tolomelli, già a. di uno studio sulla lotta armata in Italia e in Germania e di un volume sui movimenti collettivi della fine degli anni ’60 nel contesto euro peo.A partire da una sintesi documentata, Tolomelli interroga il ruolo dei movimenti contestativi all’interno dell’assetto democratico dei paesi occidentali, con il desiderio di fornire soprattutto alle generazioni più giovani, che non hanno vissuto quel periodo, un utile strumento conoscitivo. L’intento è quello di storicizzare i contorni del ’68 per uscire dall’uso pubblico e politico di cui continua a essere oggetto, oltre che dal solco tracciato dalla memorialistica, ritraendo quel momento storico nelle sue dimensioni nazionali, internazionali e transnazionali e mettendo in campo i soggetti politici, i documenti e le figure di spicco che lo hanno caratterizzato.L’«oggetto» ’68 viene dunque presentato a partire da una «definizione restrittiva» (p. 11) e molto circoscritta, che non apre alla dimensione del «lungo ’68», o alla stagione dei movimenti, e che rimane principalmente legata invece alla storia del movimento studentesco, la cui geografia e articolazione viene inquadrata ripercorrendo la letteratura coeva e costruendo un quadro interpretativo che si muove tra storiografia e sociologia dei movimenti.Le ragioni di un soggetto emergente come quello studentesco, che si afferma nel corso degli anni ’60 in euro pa e negli Stati Uniti, vengono indagate mettendone in campo le ragioni sociali, politiche e culturali. Se infatti sul piano identitario il movimento nasce da una comune percezione dei tempi e della società dei consumi, aspetti che ne danno contorni transnazionali sono invece la contiguità culturale con la nuova sinistra e la contestazione della guerra contro il Vietnam (pp. 60-61). Diversamente l’a. vuole mettere in risalto anche le peculiarità dei singoli contesti, tra le altre la tensione all’incontro con la componente operaia per l’Italia e la Francia, l’attenzione al terzomondismo in Germania, la componente nonviolenta, per i diritti civili e antirazzista negli Usa.Nel complesso un volume utile e in più occasioni stimolante per l’indirizzo comparativo e per il sotteso obiettivo di indagare il senso di quella mobilitazione all’interno delle democrazie occidentali. Una ricostruzione che in ragione dell’approccio sintetico insiste sul dato prettamente politico, e accenna nelle conclusioni al senso o meno della identificazione di quell’evento con una cesura storica di rilievo. Porgendo alcune questioni in vista di una loro ulteriore analisi e storicizzazione, nelle ultime pagine l’a. dedica una breve riflessioni al nesso tra ’68 e modernizzazione, nella tensione tra lo stimolo verso una cittadinanza attiva e forti elementi di continuità valoriale, e al rapporto tra mobilitazione studentesca e uso della violenza, affrontati di nuovo con un approccio comparativo.


Elena Petricola