SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Terrorismo e società. Il pubblico dibattito in Italia e in Germania negli anni Settanta

Marica Tolomelli

Bologna, il Mulino, 295 pp., euro 22,00 2006

Il libro ricostruisce la percezione sociale del terrorismo di sinistra nella Germania Federale del 1977 e nell'Italia del 1978. Un'ottima premessa metodologica aiuta il lettore ad orientarsi in una tematica così complessa e vasta come quella trattata da questo studio. Un approccio interdisciplinare caratterizza questa ricerca. Viene presentato un breve excursus storico nel quale si illustrano le condizioni politiche e sociali che hanno favorito la nascita del terrorismo nei due paesi; un percorso pensato per far esaltare più le differenze che le affinità. Allo stesso modo è messa in rilievo la diversa concezione di opinione pubblica in Italia e nella Germania Federale alla luce dei rispettivi quadri socio-culturali. Stabilite le differenze tra i due casi, l'autrice spiega come nel dibattito pubblico tedesco e in quello italiano si sia fatta strada l'immagine di un terrorismo capace di minare la tenuta del sistema democratico. Il timore nei confronti di questo pericolo ha acceso nei due paesi una forte controversia sulla natura e gli scopi del terrorismo, una discussione che ha poi coinvolto altri temi: il rapporto Stato-società, la concezione della violenza nelle diverse culture politiche, i sentimenti di appartenenza e di identità collettive. La comparazione mette in risalto la difficoltà di una gestione mediata del conflitto politico e sociale nella crisi italiana degli anni Settanta; una particolarità che Tolomelli fa emergere con chiarezza esplorando il caso tedesco, in cui l'intreccio di repressione e blocco del sistema politico è meno presente. Queste condizioni, tuttavia, non sono ritenute le sole ad aver determinato la comparsa del fenomeno terroristico. Da questo punto di vista il caso tedesco mostra come la scelta della violenza sia una decisione autonoma presa dai diversi gruppi armati, piuttosto che un meccanico riflesso della conflittualità politica e sociale. Lo studio è basato su una vastissima letteratura ? sia italiana che tedesca ? che spazia dalla storiografia alle ricerche delle scienze sociali. La scelta delle fonti è meditata e considerando la difficoltà di una comparazione tra due paesi così diversi ne offre una panoramica davvero esauriente. Un'attenzione maggiore al quadro internazionale avrebbe introdotto un elemento in più di differenziazione tra Italia e Germania Ovest, in particolar modo per quanto riguarda l'influenza della guerra fredda nella nascita dei gruppi terroristici tedeschi ed italiani. Il libro è particolareggiato e ricco di spunti di riflessione. La conclusione apre un'interessante prospettiva di studio che si presenta come il naturale proseguimento di questa ricerca: le dinamiche di interazione tra i diversi attori coinvolti ? opinione pubblica, formazioni terroristiche, istituzioni e partiti politici ? nella crisi provocata dall'azione terroristica.


Guido Panvini