SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Industrie, agricoltura e credito nello sviluppo economico della Svizzera (1800-1940)

Mario De Lucia

Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, pp. 246, euro 21,00 2005

La rivoluzione industriale svizzera è stata per molto tempo trascurata dalla storiografia comparata sullo sviluppo industriale, che ha privilegiato lo studio dei processi avvenuti in altri paesi, come l'Inghilterra, vero battistrada e modello interpretativo irrinunciabile nel processo di trasformazioni economiche e sociali del XIX secolo, o di casi nazionali, la cui esperienza in rapporto a quella inglese presentava delle caratteristiche anomale, come ad esempio la Russia. Eppure la Confederazione elvetica fu il primo paese, dopo l'Inghilterra, a compiere la rivoluzione industriale, tra il 1800 e il 1830, anticipando nell'utilizzo delle innovazioni tecnologiche e nelle trasformazioni economiche e sociali le grandi ?potenze? europee. Mario De Lucia, autore di numerosi saggi dedicati alla storia economica svizzera in epoca moderna e contemporanea, in questo volume ripercorre lo sviluppo economico della Confederazione per oltre un secolo, evidenziando la stretta relazione intercorsa tra quest'ultimo e l'evoluzione del sistema bancario. Il volume, rispetto a uno studio precedente dell'autore, apparso nel 1991, e anch'esso dedicato all'andamento dell'economia svizzera pressoché nel medesimo arco cronologico, focalizza l'attenzione sulle dinamiche che portarono gli istituti di credito a favorire lo sviluppo produttivo in alcuni settori, come l'orologeria, l'attività tessile, le piccole e medie manifatture, fino ai settori trainanti della cosiddetta ?seconda rivoluzione industriale?. Grazie al ricorso a documentazioni statistiche comparative sinora poco sfruttate, il saggio si propone di analizzare l'andamento dei vari settori economici, evidenziando le peculiarità dello sviluppo industriale svizzero, come le difficili condizioni climatico-ambientali, la povertà di risorse naturali, l'abbondanza del capitale finanziario, della manodopera e un buon livello d'istruzione, che hanno indotto lo storico Jean-François Bergier a parlare di ?modello svizzero?, rispetto al modello teorico costruito sul caso inglese. Il testo, arricchito con 45 tabelle e utili inserti iconografici, si articola in cinque capitoli che ripercorrono sullo sfondo del generale sviluppo economico europeo, l'andamento di quello svizzero, dalle premesse economiche e culturali che portarono al processo di industrializzazione, allo sviluppo dei settori assicurativo e creditizio fino a quello agricolo. Nel quinto e ultimo capitolo l'autore propone invece alcune riflessioni su quella che egli definisce la ?nuova industrializzazione elvetica?, basata sul delicato equilibrio tra tradizione e innovazione. Il particolare modello di sviluppo economico elvetico vide, infatti, convivere alcune produzioni risalenti alla fase preindustriale, come il commercio dei formaggi e l'orologeria, con altri settori che nel corso dell'800 beneficiarono di innovazioni tecnologiche, nel campo delle macchine di precisione, dei macchinari elettrici, della chimica ed elettrochimica.


Sonia Castro