SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le origini del fascismo a Cortona (1919-1925)

Mario Parigi

Milano, Franco Angeli, pp.176, euro 15, 50 2002

Classico studio sulle origini locali del fascismo, il libro si articola in due parti, la prima che analizza la storia di Cortona dalla fine della guerra all'avvento dei fascisti al potere e la seconda che procede fino al 1925, con ampi riferimenti però alla fine degli anni Venti e l'inizio degli anni Trenta. Le vicende analizzate non si discostano molto da quanto già si conosceva sulle origini del fascismo in Toscana, ma il libro permette di confermare alcuni dati con una ricerca seria con fonti di prima mano su un caso che precedentemente non era stato studiato. Malgrado gli afflati rivoluzionari dei socialisti massimalisti, Parigi mostra bene, nella prima parte, come il suffragio universale proporzionale sia alla base di una politica di riforme e democratizzante che non conosce precedenti nella storia d'Italia, e, anche se non arriva a sostenere che è proprio questa carica riformista alla base della reazione delle classi più ricche, preferendo l'interpretazione più classica del fascismo come reazione di classe al socialismo e soprattutto alle sue correnti più estreme, il quadro che ci dipinge sarebbe passibile anche di altre interpretazioni. La prima parte, infatti, senz'altro più interessante, non si discosta molto dalle interpretazioni classiche sulle origini del fascismo, ma cerca di confermarle attraverso una verifica di quanto è accaduto nella piccola cittadina toscana. Il quadro che ne esce è quello di una società in cui le classi medie appaiono inesistenti o schiacciate sulle classi più abbienti, per cui la dialettica socio-politica è tutta bipolare, il dato è confermato proprio sulla base del quadro che l'autore presenta nella seconda parte. Appare infatti chiaro nel libro che è il 1922 il momento di cesura nella gestione politica della città e che il fascismo è lo strumento con il quale i proprietari terrieri riprendono il possesso del potere politico. In questo quadro, la scelta di Parigi di enfatizzare come termine della fase delle origini il 1925 appare difficilmente spiegabile, dal momento che sono proprio le sue pagine a dimostrare che la cesura avvenne precedentemente, con la marcia su Roma, e che l'emarginazione dei liberali dalla coalizione di potere non è che un fattore marginale nella dinamica politica di quegli anni. Nella seconda parte, l'autore descrive l'avvento al potere cittadino della seconda generazione di uomini nuovi, questa volta colti e ricchi, e come la distruzione di un nemico esterno porti ad una aumento enorme di conflittualità all'interno del fascio. Egli mostra poi quanto sia efficace la violenza fascista e la successiva presa del potere nel rendere totalmente silenziosa qualunque tipo di opposizione e nel tacitare le istanze politiche che erano state quelle della maggioranza degli elettori del primo dopoguerra. Parigi però sottolinea, sulla base dei documenti del Casellario Politico Centrale, che malgrado l'azzeramento di qualsiasi tipo di opposizione, l'antifascismo esisteva a Cortona e continuò ad esistere negli anni successivi al 1925, anche se minoritario e totalmente silenzioso sul piano politico.


Giulia Albanese