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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Ebraismo, sionismo e antisemitismo nella stampa socialista italiana: dalla fine dell'Ottocento agli anni sessanta

Mario Toscano (a cura di)

Venezia, Marsilio, 241 pp., Euro 20,00 2007

Il volume pubblica la ricerca coordinata da Mario Toscano, docente all'Università di Roma La Sapienza e uno dei maggiori conoscitori della storia dell'ebraismo e dell'antisemitismo italiano, promossa dalla Fondazione «Giuseppe e Vera Modigliani», per iniziativa del compianto presidente Gaetano Arfé. Si tratta di un lavoro meritevole non solo per l'ingente numero di informazioni e suggestioni che sono offerti al lettore su un tema non ancora del tutto approfondito, ma anche per il lavoro di équipe condotto tanto nella discussione dell'impianto metodologico quanto nella elaborazione dei risultati.Il gruppo di ricerca guidato da Toscano (Filomena del Regno, Luca La Rovere, Alessandra Tarquini) si è dedicato all'analisi dell'immagine dell'ebraismo, dell'antisemitismo e del sionismo nel socialismo italiano, attraverso la disamina dei principali organi della stampa socialista («Avanti!», «Critica Sociale», «Mondo Operaio»). Il periodo di indagine parte dalla fine dell'800, con le ripercussioni in Italia dell'affare Dreyfus, fino agli anni '60, arrestandosi prima della Guerra dei Sei giorni, e consacrando uno spazio adeguato al periodo repubblicano; come scrive il curatore in una densa Introduzione, questa scelta tematica ha offerto la possibilità di «analizzare i rapporti tra socialismo (soprattutto attraverso l'esperienza del partito socialista italiano) ed ebraismo in un periodo di storia segnato da eventi che hanno modificato radicalmente la realtà e l'immagine della condizione ebraica nel mondo contemporaneo e inciso profondamente sul socialismo internazionale e italiano, con dibattiti, lacerazioni, ed esperienze, che costituiscono capitoli rilievanti della sua storia» (p. 4).Dalle analisi puntuali della stampa emergono numerosi temi: innanzitutto, a partire dalla fine del XIX secolo, risulta confermata l'assenza nel socialismo italiano di un dibattito teorico sulla «questione ebraica» che invece è centrale all'interno della Seconda internazionale nell'area austro-tedesca. Nondimeno, si registra una grande attenzione nei confronti dell'antisemitismo in occasione dell'affare Dreyfus, come mostra bene il saggio di del Regno, anche se non viene meno, talvolta, la persistenza di stereotipi della tradizione socialista che identificano l'ebraismo con il capitalismo finanziario. L'altro filone tematico del volume è rappresentato dalle riflessioni del socialismo italiano sulle persecuzioni antiebraiche del fascismo, sulla Shoah, e poi dalla complessa evoluzione del rapporto con Israele, nonché dalla trasformazione dell'antisionismo, ricostruite nei saggi di La Rovere e Tarquini, con una doverosa sottolineatura della «realtà composita del socialismo italiano e la convivenza di posizioni spesso fortemente contrastanti all'interno dello stesso partito» (Toscano, p. 23).Chiude il volume una nota sul database che contiene lo spoglio sistematico delle testate esaminate dal gruppo di ricerca dal primo numero di ogni foglio fino al 1992, un materiale certamente assai utile per poter avviare altri approfondimenti tematici stimolati da questa ricerca.


Valeria Galimi