SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Impero Ottomano e Mezzogiorno d'Italia tra Sette e Ottocento

Massimiliano Pezzi

Bari, Levante Editori, pp. 204, euro 20,00 2004

Il volume di Massimiliano Pezzi, ricercatore di Storia dell'Europa orientale e studioso del Mezzogiorno italiano preunitario, raccoglie diversi interventi, alcuni già editi e qui presentati con un aggiornamento bibliografico e documentario, addentrandosi in un terreno ancora generalmente poco esplorato dalla storiografia italiana, quello cioè delle relazioni tra l'Italia (prima e dopo l'Unità) e l'Impero Ottomano in età contemporanea. Pezzi tratta tale argomento dal punto di vista della diplomazia del Regno di Napoli, piccola potenza europea ma con un'evidente vocazione mediterranea che motivava l'interesse ad avere a Costantinopoli una propria rappresentanza qualificata. Proprio attraverso l'analisi dei dispacci inviati dall'ambasciata napoletana sul Bosforo, integrati da documentazione tratta dagli archivi di Venezia, Parigi e Londra, l'autore delinea i rapporti del governo borbonico con la realtà ottomana tra la fine del XVIII secolo e i primi decenni del XIX, analizzati sotto il profilo di alcuni problemi specifici: il pericolo della peste che da Oriente continuava a minacciare l'Europa, l'attività di pirateria ?corsara? che era ostacolo ma anche ? per così dire ? elemento costitutivo del commercio marittimo mediterraneo in una fase di contrazione degli scambi, le difficoltà nel garantire la circolazione delle informazioni tra Costantinopoli e le capitali occidentali con il progetto borbonico ? non realizzato ? di un nuovo itinerario di posta per aggirare i Balcani sempre più instabili. Questioni indubbiamente particolari che si spiegano con gli interessi di un piccolo Stato, come quello napoletano, emarginato dal ?grande gioco? delle potenze europee per ritagliarsi spazi d'influenza in Oriente, ma che rivelano un certo interesse nell'evidenziare una percezione più generale dell'Europa di fronte alla ?Questione d'Oriente?: l'idea che la crisi ? e l'eventuale dissoluzione ? dell'Impero Ottomano costituisse un problema europeo che richiedeva perciò un'attenzione e una più approfondita conoscenza di una realtà ritenuta per lungo tempo estranea e ostile. Il volume, incentrato prevalentemente sugli ultimi decenni del XVIII secolo, s'inserisce in un filone di studi di storia del Mediterraneo, dei rapporti tra paesi rivieraschi e dell'attività ?corsara?, che in Italia ha fino ad ora privilegiato l'età moderna. È vero tuttavia che il periodo affrontato, con il trattato russo-ottomano di K?c?k Kainardje (1774) e la spedizione di Napoleone in Egitto (1798), segna l'emergere della Questione orientale come un problema politico e diplomatico destinato a influenzare a lungo ? anche con riflessi sul piano culturale ? le vicende contemporanee. Tale aspetto meritava forse di essere messo maggiormente in luce in un discorso che a causa della diversità dei temi affrontati e della prospettiva assunta tende talvolta a perdere il riferimento alle dinamiche storiche di lungo periodo. Il volume offre tuttavia indicazioni utili riguardo alle fonti d'archivio che possono essere utilizzate per ricostruire la storia ottomana contemporanea, contribuendo a indicare una via all'ottomanistica italiana che muove oggi ancora i primi passi.


Giorgio Del Zanna