SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Mediterraneo nella politica estera italiana del secondo dopoguerra

Massimo De Leonardis (a cura di)

Bologna, Il Mulino, pp. 358, euro 28,50 2003

Il volume raccoglie gli atti del convegno organizzato a Milano ? dal Centro di ricerche sul sistema Sud e il Mediterraneo allargato dell'Università Cattolica di Milano e dall'Istituto per gli studi di politica internazionale ? nel novembre 2001. I molti contributi (21 in tutto) coprono ampie tematiche politico-diplomatiche, economiche e strategiche, e sono organizzati secondo una suddivisione in tre sessioni seguite da una breve tavola rotonda finale. La prima sessione (L'Italia media potenza regionale) è la più ampia e disuguale ma anche quella di maggiore interesse per gli storici. Antonio Varsori ed Elena Calandri ripercorrono agilmente l'intreccio di sinergie ma anche di dicotomie non risolte tra la dimensione europea e quella mediterranea della politica estera della Repubblica dalla sua fondazione agli anni Novanta. Massimo De Leonardis esplora il neoatlantismo mediterraneo sottolineandone tanto l'opportunità quanto l'ambizione velleitaria di farne la leva per ergersi a ?alleato privilegiato? degli Stati Uniti nell'area. A questo punto l'analisi si sposta decisamente verso l'ultimo decennio della guerra fredda e gli anni Novanta, e gli storici passano la mano a diplomatici (come Giuseppe Maccotta e Antonio Badini) o analisti strategici (Alessandro Colombo e Maurizio Cremasco) per discussioni che non mancano di ricostruzioni storiche ma che sono mirate ad analizzare l'evoluzione dei problemi strategici e diplomatici del Mediterraneo in funzione dei problemi presenti. La dimensione storica ritorna preminente nei saggi di Matteo Pizzogallo e Georg Meyr sulla diplomazia petrolifera e l'opera dell'ENI di Mattei, vista anche attraverso l'angolazione peculiare data dagli archivi diplomatici statunitensi. Anche la seconda sessione (su Cooperazione internazionale e confronto di civiltà) ha una dimensione precipuamente storica grazie agli interventi di Luciano Tosi, che ripercorre le politiche italiane di cooperazione, e Valeria Piacentini che ricostruisce la parabola della Pax Britannica il cui declino apre la via alla politica mediterranea dell'Italia, mentre Stefania Buzzoni analizza i limiti della cooperazione economica attraverso il Mediterraneo negli anni Novanta. La terza sessione (sulla Dimensione strategica) è concentrata sui problemi militari più recenti ed in particolare sul ruolo della Marina negli ultimi due decenni ? con interventi di Carlo Bellinzona, Pier Paolo Ramoino e Giorgio Giorgerini ? anche se è aperta da uno sguardo storico al ruolo dell'Italia nel fianco Sud della NATO in cui, tuttavia, Raimondo Luraghi si lascia troppo trascinare dal desiderio polemico di una orgogliosa difesa di ciò che il paese ha saputo fare, finendo per offrirci una perorazione più che un'analisi. La tavola rotonda, infine, vede Anton Giulio De' Robertis, Stefano Silvestri, Roberto Cesaretti e Antonio Ferrari discutere da angolazioni assai specifiche, invece di trarre un impossibile bilancio di un volume troppo vario per essere ricondotto a una qualche unità interpretativa, e sul quale pesa l'ovvia, profonda dislocazione psicologica e temporale data dall'essere stato pensato appena a ridosso di un 11 settembre 2001 che ha cambiato bruscamente molti dei termini in discussione.


Federico Romero