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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La guerra d'inverno: Finlandia e Unione Sovietica, 1939-1940

Massimo Longo Adorno

Milano, FrancoAngeli, 368 pp., € 30,00 2010

Questo volume di Massimo Longo Adorno affronta un argomento poco frequentato dalla storiografia italiana, ossia la cosiddetta «guerra d'inverno» combattuta tra Finlandia e Urss tra la fine del 1939 e l'inizio del 1940. La descrizione del conflitto, basata su fonti finlandesi e sovietiche (consultate direttamente o in traduzione, come emerge dai ringraziamenti e da varie note) occupa gli ultimi due terzi del libro. La precedono un capitolo introduttivo sulla Finlandia zarista ed indipendente ed una ricostruzione degli eventi politici e diplomatici che condussero alla «guerra d'inverno», da cui emerge l'intenzione sovietica di riservare al paese scandinavo lo stesso trattamento delle Repubbliche baltiche. Facendo riferimento alla proposta di trattato di mutua assistenza militare avanzata alla Finlandia, l'a. nota che «il testo del trattato ricorda, tanto nella forma che nella sostanza, i trattati firmati dalle Repubbliche baltiche e, in effetti, essi furono redatti dagli stessi diplomatici» (p. 66). Ciò lascia pensare che sia stata proprio la «guerra d'inverno» a risparmiare alla Finlandia l'annessione all'Unione Sovietica, diversamente da quanto accaduto ad Estonia, Lettonia e Lituania, come l'a. stesso implica (senza però pronunciarsi espressamente) allorché discute della saggezza della scelta finlandese di confrontare i sovietici armi alla mano (pp. 303-4).Il volume è comunque in buona parte dedicato ad una ricostruzione delle operazioni militari della «guerra d'inverno»: l'offensiva iniziale dell'Armata Rossa, i successi difensivi finlandesi a Suomussalmi e altrove, infine l'attacco contro la linea Mannerheim che portò alla riapertura delle trattative e alla stipula della pace, non senza sostanziali concessioni all'Urss ma nel rispetto dell'indipendenza della Finlandia. L'a. ha il merito di proporre una ricostruzione di eventi poco noti al lettore italiano e, al tempo stesso, un'utile introduzione alla letteratura sull'argomento, un'ampia scelta della quale è menzionata nella bibliografia che chiude il volume. La descrizione dei fatti non è però sempre accompagnata da un adeguato approfondimento analitico e, soprattutto, non sempre gli spunti d'interesse che la «guerra d'inverno» offre, specie se esaminata nel più vasto quadro della storia europea e sovietica, vengono colti dall'a.Ad esempio, viene debitamente messa in luce la creazione di una «repubblica popolare finlandese» durante la guerra (pp. 108-10) e il trattamento riservato agli ex prigionieri di guerra sovietici rimpatriati (pp. 340-41), senza però notare come, in entrambi casi, le scelte fatte costituiscano un precedente di politiche destinate ad essere nuovamente messe in atto negli anni e nei decenni successivi. Viene messo in luce l'ampio uso di armi automatiche individuali tra i ranghi finlandesi (p. 87) senza discuterne l'influenza su decisioni successive, soprattutto tedesche e sovietiche, in materia di equipaggiamento della fanteria. Sul piano formale, infine, la scelta di mettere nelle note a piè di pagina ampi cenni biografici relativi a molti dei protagonisti citati nella narrazione ha il risultato di appesantire e rendere meno scorrevole la lettura del testo.


Antonio Ferrara