SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Italia e il Mediterraneo orientale 1946-1950

Matteo Pizzigallo (a cura di)

Milano, Franco Angeli, pp. 191, euro 17,00 2004

Matteo Pizzigallo, ordinario di Storia delle relazioni internazionali nell'Università ?Federico II? di Napoli, già autore di altri studi sulla politica estera italiana nel Mediterraneo, raccoglie nel volume quattro saggi. Più della metà dell'opera è dedicata ad uno studio di Settimio Stallone su Le relazioni italo-albanesi dalla fine della guerra all'accordo del 2 maggio 1949. Il tema, originale e ricco di interesse, è affrontato sulla base di una solida documentazione che si avvale di fonti archivistiche e documentarie italiane, britanniche, americane ed albanesi. La ripresa delle relazioni tra l'Italia e lo Stato annesso nel 1939 fu assai complicata, sia per l'eredità del recente passato sia per la collocazione dei due paesi su lati opposti della cortina di ferro. Americani e, soprattutto, inglesi seguirono da vicino gli avvenimenti, tra i quali non mancarono momenti drammatici, per la presenza in territorio albanese di molte migliaia di italiani, alcuni dei quali furono vittime della repressione comunista. La seconda parte del volume affronta tre momenti della ?diplomazia dell'amicizia?, volta ad accreditare la nuova immagine internazionale dell'Italia che, abbandonate per necessità e convinzione le velleità di un'impossibile politica di potenza, puntava sulla pace e la cooperazione. Monica Petra, nel saggio L'Italia e il trattato di amicizia con la Grecia (5 novembre 1948), descrive la non facile ripresa di relazioni amichevoli tra Roma ed Atene. Il negoziato dovette superare alcuni ostacoli dovuti al retaggio dell'aggressione italiana dell'ottobre 1940, come il problema delle riparazioni e quello della consegna alla Grecia dell'incrociatore ?Eugenio di Savoia?. Il trattato italo-greco, il primo del genere firmato dall'Italia con un paese mediterraneo dopo la guerra, servì da modello per il trattato di amicizia firmato con il Libano il 15 febbraio 1949, al quale è dedicato il saggio dello stesso Pizzigallo. I rapporti con Beirut furono condizionati sia dalla suscettibilità della Francia, gelosa di influenze di altri paesi nel Libano, al quale aveva concesso l'indipendenza nel 1941 ritirando però le proprie truppe solo nel 1946, sia dall'intreccio fra ?politica del ritorno in Africa?, fortemente sostenuta dal ministro degli Esteri Sforza, e ?politica araba?. L'ultimo contributo, di Giampaolo Malgeri, affronta il tema L'Italia e il trattato di amicizia con la Turchia (24 marzo 1950). In questo caso le difficoltà sorsero non dall'eredità del passato, ma dalla diversa visione geostrategica di Italia e Turchia. Ankara dava scarso peso ad un rapporto bilaterale con Roma, puntando ad un patto mediterraneo in funzione antisovietica, al quale non era però interessata l'Italia, che non voleva essere confinata in una dimensione regionale ma intendeva, invece, svolgere un ruolo a pieno titolo nella politica europea ed atlantica. Il volume, ispirato ai migliori canoni della storia diplomatica, rappresenta quindi un contributo utile ed originale alla conoscenza di aspetti poco noti della ricostruzione della politica estera italiana nel dopoguerra.


Massimo de Leonardis