SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Alfred Loisy

Maurilio Guasco

Brescia, Morcelliana, pp. 175, euro 14,00 2004

Maurilio Guasco, uno dei più raffinati studiosi italiani del modernismo cattolico, e già autore nel 1975 del volume Alfred Loisy in Italia, ha da poco pubblicato nella collana ?Novecento teologico? della casa editrice Morcelliana un interessante libro sullo studioso francese. Guasco ammette che dopo gli importanti studi di Emile Poulat sull'autore di L'Evangile et l'Eglise sia difficile aggiungere qualcosa di veramente nuovo, ma una novità il libro la propone: innanzi tutto pone in appendice, per la prima volta in edizione italiana, il testo rimasto a lungo sconosciuto scritto da Loisy negli anni Trenta, Dalla credenza alla fede, in cui lo studioso francese ricostruiva in modo sintetico il proprio itinerario biografico e intellettuale. Inoltre, ha offerto al pubblico italiano un volumetto di sintesi importante per chi voglia comprendere a fondo la figura di Loisy. ?Cattolico sono, cattolico resto; critico sono, critico resto?: con questa affermazione Loisy accoglieva la comunicazione della scomunica comminatagli dall'autorità ecclesiastica nel 1908. Ma come era arrivato a suscitare una così radicale reazione da parte dell'istituzione ecclesiastica? Alcuni hanno accusato lo studioso francese di aver fatto della religione più un oggetto di studio che di partecipazione, anche se lui era convinto di poter servire la Chiesa con gli stessi strumenti che i nemici utilizzavano per denigrarla, la scienza e la critica nello studio dei testi sacri. La Bibbia, a suo parere, doveva essere considerata un libro scritto da alcuni uomini, vissuti in un periodo determinato, per altri uomini, e dunque espressione della verità di un'epoca precisa, della sua concezione della fede e della sua morale. Era necessario storicizzare il messaggio cristiano, in quanto l'Antico Testamento esprimeva concetti e valutazioni sulla salvezza e sul destino umano conformi alla cultura e alla mentalità del tempo della sua redazione, mentre l'insegnamento della Chiesa rappresentava il risultato dell'evoluzione che nel corso dei secoli avevano subito le credenze bibliche. Ben presto lo sforzo di unire critica e appartenenza alla Chiesa doveva apparire più difficile a uno studioso che aveva fatto dell'analisi dei testi il suo programma di vita; da qui il progressivo allontanamento da una tradizione depositatasi in testi e riti e l'approdo alla ?Chiesa dell'umanità?, della quale egli si considerava ?apostolo?. Oggi, riflette Guasco, non ha importanza sapere chi avesse ragione e chi torto, o aggiungere ?qualche ulteriore rimpianto su un periodo della storia della Chiesa che definire difficile e buio è solo un eufemismo?. Del resto è noto che chi apre cammini sa di farlo a suo rischio, ?e sa che difficilmente sarà elogiato per le cose giuste che dirà, ma sarà certamente condannato per gli errori che non potrà non commettere? (p. 14).


Daniela Saresella