SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La frontiera contesa. I piani svizzeri di attacco all’Italia nel rapporto segreto del colonnello Arnold Keller (1870-1918), prefazione di Sergio Romano

Maurizio Binaghi, Roberto Sala

Bellinzona, Casagrande, 383 pp., CHF 55,00 2008

Nel 1905 il governo svizzero chiese al colonnello Arnold Keller, che lasciava dopo quindici anni la carica di capo di Stato maggiore generale dell’esercito (la più alta in tempo di pace), di redigere un’ampia Militärgeographie der Schweiz und ihrer Grenzgebiete (Geografia militare della Svizzera e delle sue zone confinanti). Ossia un’analisi dettagliata e aggiornata del territorio in funzione di operazioni belliche, difensive quanto offensive. Keller portò a termine l’opera entro il 1922 con 34 volumi che studiano in primo luogo la difesa dei confini svizzeri, cantone per cantone. Gli studi offensivi riguardano soprattutto l’Italia, quattro volumi dedicati alle Provinz Turin, Provinz Novara, Provinzen Como & Mailand, Provinzen Sondrio, Bergamo und Brescia. L’opera rimase ovviamente coperta dal segreto di Stato, a disposizione soltanto dei vertici militari. Oggi i vincoli sono caduti e la Biblioteca militare federale di Berna (che ha anche il ruolo di servizio storico svizzero) promuove la pubblicazione di singoli volumi di questa Geografia militare. Ne sono stati editi tre, più un quarto sul Giura tradotto in francese. E infine questo, il libro che presentiamo è la traduzione italiana del volume di Keller dedicato al Canton Ticino (130 pagine di circa 3.300 battute), più una trentina di pagine estratte dai volumi su Novara, Como e Milano.La traduzione delle pagine di Keller ha in primo luogo un interesse tecnico, per i geografi l’accurata descrizione di territori di cento anni fa, oggi travolti dallo sviluppo turistico; per gli studiosi di storia militare, un caso esemplare di studi dettagliati per la preparazione di una campagna. Il volume ha un forte interesse anche per la storia politica, le pagine di Keller sono la base di appoggio delle duecento pagine in cui gli aa. ricostruiscono la politica militare svizzera nei primi vent’anni del ’900, con molta cura e documentazione. Ne risulta il ritardo di cultura degli alti comandi svizzeri, per loro l’Italia unitaria era diventata il nemico «preferito». Da una parte le attribuivano propositi aggressivi verso la Svizzera, con una ben scarsa conoscenza delle dinamiche e degli appetiti del nascente imperialismo italiano. Dall’altra coltivavano progetti offensivi, soltanto la conquista dell’Ossola e della Valtellina poteva garantire la sicurezza svizzera verso un nemico che non c’era; nelle pagine di Keller si ritrova la nostalgia del tempo in cui le milizie svizzere combattevano per il dominio della pianura lombarda. Una guerra preventiva svizzera contro l’Italia era presa in seria considerazione, come documentano gli studi di Keller: una singolare concezione della «neutralità svizzera». Nel 1914-1915 gli alti comandi chiesero a più riprese una guerra contro l’Italia a fianco dell’Austria-Ungheria. Fu buona sorte per la Svizzera che il governo, non senza esitazioni, scegliesse la neutralità nella guerra mondiale.


Giorgio Rochat