SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Palestina. Storia e Territorio

Mauro Moretti, Massimiliano Tabusi (a cura di)

Pisa, Pacini, X-129 pp., Euro 14,00 2009

Composto da sette saggi, il volume raccoglie una parte degli interventi presentati ad un convegno tenutosi a Siena nel dicembre del 2007. Il filo conduttore dei vari contributi, come il titolo lascia intendere, è l'analisi del conflitto israelo-palestinese a partire dal territorio per il cui controllo sionismo e nazionalismo palestinese combattono da decenni. È per la terra e per le sue risorse - essenzialmente l'acqua - che lo Stato di Israele, i paesi arabi confinanti e i palestinesi si sono fronteggiati per più di sessanta anni, a partire dal conflitto del 1948 fino alla guerra a Gaza del gennaio 2009. È per definire «quanti Stati e quale Stato» (p. 20) debbano sorgere su quel territorio, per usare le parole di Giampaolo Calchi Novati, che tuttora si combatte e si negozia. È per stabilire quali debbano essere i confini di Israele, come mette in luce Raya Cohen, che - a partire dal fallito piano di spartizione Peel del 1937, passando per la risoluzione Onu n. 181, finendo con gli Accordi di Oslo - si è a lungo discusso all'interno del mondo politico israeliano.Obiettivo del volume è, dunque, superare quella banalizzazione che individua «il dissidio [?] religioso» (p. VI) come causa principale del conflitto, per riportare il territorio e le sue risorse al centro dell'analisi e della riflessione. Non è un caso che il saggio di Eugenia Ferragina sia dedicato esclusivamente al problema dell'acqua, elemento conflittuale tanto tra Israele e Siria per quanto concerne il Golan, quanto tra israeliani e palestinesi relativamente alla Falda acquifera occidentale, che si trova in Cisgiordania ed è attualmente sotto controllo israeliano. Strettamente legata alla questione della terra e dell'acqua è poi quella demografica, vale a dire la maggiore crescita della popolazione araba rispetto a quella ebraica nel territorio compreso tra il Mediterraneo e il Giordano. Il saggio di Massimiliano Tabusi - dedicato a Gerusalemme, che l'a. definisce una sorta di «compendio» di «tutti i nodi della contrapposizione israelo-palestinese» (p. 126) - mostra proprio i cambiamenti che dal 1948 in poi hanno coinvolto la città tanto a livello territoriale, il progressivo allargarsi dei confini municipali della città, quanto dal punto di vista demografico, con l'obiettivo israeliano di favorire la crescita della popolazione ebraica a discapito di quella araba.La soluzione al conflitto israelo-palestinese passa dunque dal nodo centrale della quantità di territorio e di popolazione su cui eserciterà la propria sovranità lo Stato palestinese: è, infatti, l'esistenza di due Stati, uno accanto all'altro, a garantire che vengano evitate opzioni alternative che rispettivamente israeliani e palestinesi non tollererebbero, la fine dello Stato ebraico, da un lato, o una situazione di apartheid di fatto, dall'altro.Il merito principale di questo volume risiede nell'avere colto - e vinto - la sfida di trattare un tema così complesso senza banalizzarlo, in maniera agile ma non per questo superficiale, mettendo chiaramente in luce i problemi essenziali - territorio, risorse, confini, popolazione, Gerusalemme - senza ricorrere a sterili, e purtroppo diffuse, letture ideologiche.


Arturo Marzano