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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo tra cultura e politica. Un'immagine e la sua fortuna

Michele Nani, Liliana Ellena e Marco Scavino

Introduzione di Aurora Scotti, Torino, Edizioni Angolo Manzoni, pp. 128, s.i.p. 2002

Da quasi un secolo l'immagine del Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, dipinto tra il 1898 e il 1901 e oggi custodito presso la Civica Galleria d'Arte Moderna di Milano, è una tra le più note anche ai non addetti ai lavori. Nell'ambito delle iniziative svoltesi in occasione del centenario del quadro, promosse dalla Fondazione Vera Nocentini e dall'Istituto di studi storici Gaetano Salvemini, il libro restituisce all'immagine il suo spessore storico-culturale. ?Pur esistendo numerosi studi sul Quarto Stato e sul suo autore, realizzati negli ambiti di storia e critica dell'arte ? scrive Marcella Filippa nella Presentazione ?, non sembra essere ancora stato analizzato con sufficiente attenzione negli ambiti della storia politica e culturale, il processo attraverso il quale quell'immagine è diventata così fortemente simbolica, così come i percorsi che ne hanno determinato la fortuna? (p. 5). Il volume riunisce tre saggi di approfondimento e una selezione delle immagini che nei diversi campi ? dal movimento sindacale alla comunicazione politico-culturale e alla pubblicità ? hanno ripreso e adattato il quadro di Pellizza da Volpedo. Nella parte di approfondimento è Michele Nani a ricostruire il contesto storico dei rapporti tra arte e cultura politica in cui collocare la gestazione decennale del quadro, attraverso il quale Pellizza da Volpedo rende esplicita la sua idea dell'artista-intellettuale socialista in qualche misura ?organico? al movimento dei lavoratori e impegnato a diffondere i suoi valori universali. Siamo nell'Italia di fine Ottocento, quando il tema della folla è fatto proprio dalla letteratura e dalle scienze sociali, non senza echi in campo artistico; nel Quarto Stato essa assume le forme dell'inesorabile cammino dei lavoratori verso il progresso. Il saggio di Liliana Ellena insiste invece sulla genealogia di una delle sue più suggestive immagini: l'invenzione di una figura di donna collocata non in posizione defilata, ma al centro della scena che vede i lavoratori in marcia. La forza evocativa del Quarto Stato e la riproducibilità dell'immagine attraverso tecniche e chiavi di lettura molteplici sono all'origine della sua longeva ?fortuna?. Di essa ripercorre le tappe il saggio di Marco Scavino, mostrando come quella che era stata l'icona del movimento operaio abbia finito col divenire una delle immagini più utilizzate nella società dei consumi e della comunicazione di massa; con il paradossale risultato di rendere l'immagine del Quarto Stato tanto più facilmente riconoscibile quanto sempre meno riconducibile al suo significato originario. Anche questo libro avvalora non solo l'opportunità di inserire le immagini nell'abituale ?cassetta degli strumenti? dello storico, ma anche la necessità che esse non abbiano più un ruolo ancillare rispetto al testo, concorrendo a definire un diverso modello narrativo e più articolate ipotesi interpretative, in relazione tanto al rapporto tra spazio e tempo quanto al disvelamento di ciò che la tradizionale ?storia degli eventi? difficilmente riesce a raccontare.


Maurizio Ridolfi