SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le leggi antiebraiche spiegate agli italiani di oggi

Michele Sarfatti

Torino, Einaudi, pp. 102 euro 7,5 2002

Non è un compito facile sintetizzare in un agile volumetto la natura, l'impatto e le conseguenze delle leggi emanate in Italia contro gli ebrei a partire dal 1938. Michele Sarfatti, autore di un'importante storia degli ebrei durante il fascismo (Gli ebrei nell'Italia fascista. Vicende, identità, persecuzione, Torino, Einaudi, 2000) in poco più di cinquanta pagine esamina l'elaborazione, l'impostazione nonché l'applicazione delle norme che stabilirono l'esclusione degli ebrei da molti comparti della società, dall'esercito, dal lavoro, dalla scuole e università, e le restrizioni nei diritti della proprietà; ?mentre la separazione si trasformava da programma in realtà, gli ebrei divennero sempre più soli e l'Italia sempre più ariana e antisemita? (p. 43) conclude Sarfatti. L'autore illustra in modo chiaro i punti che compongono il quadro entro cui collocare e analizzare le leggi razziali, come venivano chiamati dal regime i provvedimenti e le leggi contro gli ebrei. È ormai opinione consolidata da una felice stagione di studi avviata da circa quindici anni che la svolta che ha portato alla decisione di attuare una politica antiebraica vada fatta risalire al 1936, in concomitanza con la guerra d'Etiopia e la creazione dell'impero. Sarfatti ricorda inoltre che la legislazione è rimasta in atto anche dopo la caduta di Mussolini, nel luglio 1943; che, dopo l'occupazione nazista, la persecuzione degli ebrei è diventata persecuzione delle vite ed è stata caratterizzata dalle deportazioni verso i campi nazisti. Al centro della pubblicazione è il periodo definito la persecuzione dei diritti degli ebrei, dall'emanazione del corpus legislativo fino al 1943. ?L'introduzione della legislazione antiebraica avvenne ad opera del fascismo, che ne porta intera la responsabilità. I provvedimenti legislativi furono elaborati dal governo dittatoriale del Regno d'Italia presieduto da Benito Mussolini, furono approvati all'unanimità alla Camera e a larghissima maggioranza al Senato, furono controfirmati dal re Vittorio Emanuele III di Savoia? (p. 4), scrive l'autore, sostenendo che la promulgazione delle norme persecutorie è stata una scelta di politica interna del regime nel contesto di un'Europa che negli anni Trenta divenne sempre più antisemita. Segue un rapido quadro delle vittime dei provvedimenti: gli ebrei in Italia, nel 1938, erano circa 47.000 e rappresentavano l'1 per mille della popolazione italiana. Questa sezione avrebbe meritato maggiore approfondimento, per spiegare agli italiani di oggi perché gli italiani ebrei nel 1938 erano e si sentivano uguali agli altri ? anche nell'adesione al fascismo ? perfettamente integrati, e quali erano le loro peculiarità religiose e culturali. Una cronologia della persecuzione in Italia, l'elenco dei responsabili dell'introduzione delle leggi (re d'Italia, Gran Consiglio del Fascismo, governo, Pnf, Camera dei deputati e Senato), quello delle norme antiebraiche e la pubblicazione di alcune di queste, una breve bibliografia orientativa costituiscono utili strumenti per un volumetto di prima informazione, particolarmente adatto a insegnanti e studenti.


Valeria Galimi