SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Cristina Trivulzio Principessa di Belgiojoso. Il pensiero politico

Mino Rossi

Provaglio, Edizioni Franciacorta, pp. 244, s.i.p. 2002

Forse fu la donna più contestata del Risorgimento: individualista e non-conformista, donna intellettuale e spirito libero che cercava di infrangere limiti sociali, culturali e ideologici per realizzare il suo sogno di una Italia libera e unita, Cristina Trivulzio fu un personaggio scomodo e guardato con sospetto da molti dei suoi contemporanei. In seguito, la storiografia la bandì di fatto dalla memoria storica. Questo saggio riporta l'attenzione su una personalità sulla quale di recente si ricomincia a discutere nell'ambito dell'interesse per la presenza femminile nel risorgimento e n scrittura di storia, e ripropone testi che consentono di allargare il quadro oltre il contributo fornito dalla stessa voluminosa biografia di Aldobrandino Malvezzi, che rimane ancor oggi il primo strumento di orientamento per il ricercatore. Rossi segue da vicino e con appassionata capacità di argomentazione gli scritti della Trivulzio offrendone una lettura avvincente e riproducendo numerosi documenti di un certo interesse per il ricercatore. Il lavoro è strutturato in tre capitoli analitici e in ordine rigorosamente cronologico: una struttura forse un po' conservatrice, ma opportuna per affrontare testi non tutti noti. Evocando la sua realtà storica senza perdersi in dettagli biografici stancanti, l'autore ricostruisce passo per passo la genesi e lo sviluppo del pensiero politico e dell' originale e poliedrica dottrina politica della grande patriota, che viene collocata tra repubblicanesimo, socialismo, umanismo e europeismo. ?Il pensiero di Cristina?, conclude Rossi, ?trova il suo massimo valore nella lezione di libertà e democrazia, lanciata contro ogni forma di totalitarismo?(p. 227) una lezione ancor oggi di grande attualità. Il saggio non si segnala però per un suo carattere scientifico. Rossi non si sofferma su questioni di metodo, non fornisce attente definizioni delle categorie e dei concetti utilizzati né fa uso di una coscienziosa contestualizzazione. Mancano alla sua bibliografia la dovuta esattezza e adeguati strumenti di orientamento per il lettore come gli indici tematico e dei nomi. Rossi inoltre non sembra tenere affatto conto di dibattiti storiografici e di studi recenti sul Risorgimento. Ricorre invece nella sua interpretazione una polemica mordace e allo stesso tempo un po' polverosa contro il Risorgimento e la sua cultura moderata, borghese, capitalista, reazionaria e maschilista.


Karoline Rörig