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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Ermanno Gorrieri (1920-2004). Un cattolico sociale nella trasformazioni del Novecento

Mirco Carrattieri, Michele Marchi, Paolo Trionfini

Bologna, il Mulino, 872 pp., Euro 50,00 2009

Ermanno Gorrieri, esponente del cattolicesimo democratico italiano scomparso nel 2004, è figura nota per le sue molteplici attività e iniziative pubbliche, estese lungo l'intero arco storico della Repubblica. Nella ampia biografia intellettuale a più voci, firmata da Mirco Carrattieri, Michele Marchi e Paolo Trionfini, lo si conosce come comandante partigiano, sindacalista cofondatore della Cisl, dirigente della Democrazia cristiana in qualità di deputato e (seppur brevemente) di ministro del Lavoro nel sesto governo Fanfani (1987), prima ancora che consigliere regionale - sconvolgendo il classico cursus honorum, come ha notato Stefano Ceccanti su «Europa», rimarcandone la vocazione riformista -; mentre sul lato prettamente intellettuale, ne emerge il profilo di saggista e polemista, nonché il considerevole impegno di studioso in ambito di discipline economiche e sociali, interessi che gli valsero, tra l'altro, la laurea honoris causa in Sociologia. Gli aa. sottolineano, inoltre, il suo ruolo di innovatore della storiografia della Resistenza e la costanza del suo impegno politico sino agli ultimi anni, che lo avrebbero visto ancora protagonista nella diaspora del partito cattolico realizzatasi attraverso il bipolarismo della cosiddetta «seconda Repubblica».Il volume è frutto della ricerca - coordinata da Paolo Pombeni, autore del vasto saggio introduttivo - di tre giovani studiosi, che hanno ricostruito in dettaglio e con largo ricorso alle fonti disponibili l'intero percorso civile e politico di un uomo il quale «seppe unire passione, ragione e un rigore personale ?francescano" nel farsi carico della responsabilità del suo ruolo, fino all'ultimo» (p. ??). In particolare, Marchi rimarca nel suo significativo contributo la qualità del cattolicesimo sociale di Gorrieri, cristiano di impostazione tradizionale sul piano personale e pure aperto alle novità del Concilio Vaticano II, del quale si potrebbe anzi considerare precursore, in particolare sulle tematiche pastorali. Egli sostenne il principio dell'eguaglianza intendendola non come «livellamento verso il basso» - allontanandosi così dagli eccessi di certa retorica post-sessantottina -, piuttosto come negazione delle differenze economiche non basate sul merito ma sulle rendite di posizione, sui privilegi di casta e sugli abusi di potere, pur volendo garantire un livello base di benessere esteso a tutti secondo le raccomandazioni della dottrina sociale della Chiesa.Dal volume, caratterizzato da impianto critico-interpretativo rigoroso e ricchezza di documentazione, emerge in definitiva il coraggio di Gorrieri - sebbene ammantato di quell'isolamento che è tipico dei testimoni - nel ribadire l'idea cattolico-sociale non rassegnandosi al suo declino avendo voluto, come conclude Pombeni, «riproporre quella tradizione e quei valori come una delle componenti della rifondazione del riformismo italiano» (p. ??).


Paolo Gheda