SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Pace e guerra nel Medio Oriente in età moderna e contemporanea

Monica Ruocco (a cura di)

Galatina, Congedo, 2 voll., 546 pp., euro 50,00 2008

I due volumi costituiscono gli atti del convegno annuale organizzato dalla Società di studi per il Medio Oriente (SeSaMO) a Lecce nel novembre 2004. Divisi in cinque sessioni tematiche, i volumi ? oltre alla bella prolusione dello scomparso Giorgio Vercellin, centrata sul crescente orientalismo diffuso nella società, cultura e politica italiana ? contengono 43 saggi. In realtà, non tutti avrebbero meritato di essere inclusi in una pubblicazione che dovrebbe mirare a presentare il meglio della ricerca sul Medio Oriente in Italia. Una maggiore selezione avrebbe reso più agile la lettura, e avrebbe fatto emergere la buona, talvolta ottima, qualità di alcuni dei contributi presentati, rispetto ad altri meramente compilativi.Molti gli argomenti analizzati: dalla fine dell'Impero Ottomano ? sui trattati di Sèvres e Losanna si segnalano i saggi di Elettra Ercolino e Fabio L. Grassi ? al conflitto civile libanese (1975-1989), alle «guerre per il petrolio» ? si pensi al saggio di Alberto Tonini sul mancato sodalizio tra nazionalismo arabo e petrolio alla fine degli anni '50 ? alla «guerra dei cento anni tra israeliani e palestinesi», cui sono dedicati più di un terzo dei saggi.Del ruolo della società civile nel conflitto israelo-palestinese si occupa un'intera sessione, e sugli anni cruciali del mandato britannico si concentrano tre interventi. Il passaggio dall'associazionismo ebraico alle strutture statuali israeliane viene affrontato sia da Marcella Simoni, che esamina il sistema sanitario, sia da Alvise Vinello, che affronta il ruolo dell'Histadrut, il principale sindacato sionista; Cristiana Baldazzi si occupa, invece, della mancata nascita di partiti politici palestinesi ? eccezion fatta per l'Hizb al-Istiqlal (Partito dell'indipendenza) ? in grado di superare le divisioni su base locale e familiare della società palestinese.Il conflitto è presente anche in altre sessioni del convegno. In quella riguardante le «trattative di pace», si trovano il saggio di Francesca Ceccarini, sulla mancata inclusione della questione di Gerusalemme Est negli accordi di Camp David del 1978, e quello di Giuliana Tiripelli sugli accordi di Oslo, «viziati» dalla decisione di rimandare le questioni determinanti ? Gerusalemme, confini, insediamenti, rifugiati ? ai negoziati definitivi. Nelle altre sessioni, alcuni interventi leggono il conflitto attraverso la letteratura. Sia l'ebreo israeliano A.B. Yehoshua ? nei saggi di Emanuela Trevisan Semi e Claudia Blasi ? sia i palestinesi di cittadinanza israeliana ?Adaniyyah Shibli ? nel saggio di Monica Ruocco ? e il recentemente scomparso Mahmud Darwish ? nel saggio di Rosa-Isabel Martinez Lillo ? affrontano il pericolo della mancanza di frontiere definite tra Israele e i Territori Occupati Palestinesi e il dramma della frammentazione del territorio palestinese dopo gli accordi di Oslo. Peraltro, proprio questi «confini», assenti eppure presenti, permeabili eppure insormontabili, rappresentano l'opportunità per costruire quei momenti di incontro tra ebrei ed arabi, israeliani e palestinesi, che costituiscono la sola possibilità per costruire in futuro una pace stabile.


Arturo Marzano