SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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«Ich liebe, also bin ich». Sibilla Aleramo Wegbereiten des Feminismus in Italien

Monika Antes

Würzburg, Königshausen & Neumann, 168 pp., euro 26,00 2009

Il volume propone una disamina sintetica ma rappresentativa dell’intera produzione letteraria e degli scritti di Sibilla Aleramo (1876-1960). Il libro è dedicato a Bruna Conti, curatrice del fondo Sibilla Aleramo presso l’Istituto Gramsci di Roma. Non a caso, il punto di vista adottato in questo lavoro non è, come precisa l’a., quello di raccontare i significati e i messaggi contenuti nelle opere esaminate, quanto piuttosto quello di presentarne i contenuti in modo da consentire al lettore di farsi un quadro concreto di cosa «veramente» Sibilla Aleramo dice nei suoi scritti. Dunque si tratta di un’analisi dei testi, preceduta da due brevi capitoli introduttivi, il primo dedicato alla ricostruzione per tratti dell’epoca in cui è vissuta questa protagonista della cultura italiana, il secondo volto alla ricostruzione del suo profilo biografico.L’a. prende innanzitutto in considerazione i romanzi, a partire dal primo e più famoso, Una donna (1906), per poi proseguire con Il passaggio (1919), Amo dunque sono (1927), Il Frustino (1932). Di seguito sono analizzate schematicamente, ma ricorrendo anche a citazioni mirate, le altre opere, le novelle, le poesie, la corrispondenza e i diari.Si procede sistematicamente per ogni «voce», proponendo prima una sintesi di «forma e contenuto», poi un’analisi dei testi, di cui spesso si riporta qualche brano esemplificativo; in alcuni casi viene messa in rilevo la genesi dell’opera, in altri vengono tracciati i profili dei personaggi principali.Gli scritti, secondo le conclusioni dell’a., ci mostrano soprattutto una personalità forte e determinata, che deve inventarsi una vita a misura propria, che potesse accogliere e realizzare i suoi sogni e i suoi desideri, e che viene conquistata con la capacità di andare controcorrente, di affrontare le sofferenze e di conoscere la disperazione. Per questo Sibilla Aleramo diventa un simbolo e un riferimento del femminismo italiano negli anni ’70. Ma la sua esperienza è stata unica e si pone controcorrente anche in relazione all’emancipazionismo del primo ’900. La sua militanza nei movimenti delle donne è stata infatti discontinua e critica, anche perché non le si attagliava la disciplina, la gradualità, la moderazione implicite, come sappiamo, nel milieu associazionistico e politico, all’epoca rivolto a conquistare i diritti fondamentali di cui le donne erano prive.Questo lavoro, accurato e ben costruito, ci pare uno strumento molto utile per il pubblico tedesco, visto che in Germania sono state tradotte solamente due opere (Una donna e Diario di una donna). Il volume, dotato di puntuali note al testo e di una bibliografia delle opere e degli studi su questa scrittrice, potrebbe costituire un prezioso punto di partenza anche per chi in Italia volesse accostarsi in modo critico allo studio del lungo tragitto letterario ed esistenziale di Sibilla Aleramo.


Mariapia Bigaran