SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Donne e lavoro. Prospettive per una storia delle montagne europee XVIII-XX secc.

Nelly Valsangiacomo, Luigi Lorenzetti (a cura di)

Milano, FrancoAngeli, 425 pp., Euro 45,00 2010

Il volume raccoglie gli atti di un convegno internazionale di studi organizzato a Mendrisio nel settembre del 2008 per iniziativa del Laboratorio di Storia delle Alpi dell'Università della Svizzera italiana con l'intento di stimolare un confronto interdisciplinare sul «binomio genere-montagna» in un'ottica comparativa e di lungo periodo (p. 14).Nell'introduzione i curatori sintetizzano con chiarezza i limiti di un modello di modernizzazione teso ad assimilare la marginalità economica delle regioni di montagna ad una condizione di generalizzata e prolungata discriminazione femminile, di arretratezza sociale e culturale fatta di bassi livelli di istruzione, forti asimmetrie di potere e tardive spinte emancipatorie. Affidandosi a rappresentazioni e autorappresentazioni «deboli» del lavoro e del ruolo delle donne più che a puntuali ricerche storiche e sociologiche su un ampio ventaglio di fonti (scritte, orali e audiovisive), come quelle qui raccolte, a lungo non si è tenuto conto delle peculiarità del lavoro svolto dalle donne in società agro-pastorali ciclicamente «senza» uomini, perché migranti, né delle specificità delle diverse realtà montane dal punto di vista delle norme successorie e delle pratiche familiari di gestione delle risorse, oltre che degli assetti geografici e insediativi.A questo proposito, però, sarebbe stato utile precisare i caratteri dei territori oggetto di indagine e le ragioni per cui si è ritenuto opportuno comparare queste invece che altre zone di montagna europee, visto che il quadro spazia dalla Sardegna ai Paesi baschi, dal Ticino all'Appennino umbro-marchigiano, dal Massiccio centrale alle alture del Pistoiese lungo un arco cronologico che dal '700 risale fino alla seconda metà del '900.Il volume si articola in quattro sezioni tematiche dedicate a La dinamica dei ruoli nel mondo rurale (pp. 17-93); Donne e industria nelle montagne europee (pp. 97-185); Ruoli e professioni femminili nelle attività del terziario (pp. 189-318); Rappresentazioni e autorappresentazioni (pp. 321-401), precedute ciascuna da un saggio introduttivo di Patrizia Audenino, Anne-Lise Head-König, Antoinette Fauve-Chamoux e Ersilia Alessandrone Perona. Al di là dell'interesse dei singoli contributi, la comparazione diacronica sembra funzionare meglio nelle prime due parti. La prima, lavorando sul rapporto tra «supplenza» e «obbedienza» in contesti spazio-temporali differenti, rilancia il nesso tra accesso/esclusione dai beni (mobili e immobili) e posizione nella gerarchia sociale e familiare come chiave di lettura del cambiamento. La seconda, analizzando tempi e modi dell'inserimento delle donne nel mercato del lavoro salariato e passando in rassegna i fattori che influenzano la composizione della manodopera femminile impiegata nell'industria, induce a guardare con rinnovata attenzione alle dinamiche di interrelazione tra i vari settori produttivi, all'impatto delle diverse forme di retribuzione e alle strategie collettive che orientano autoctoni e forestieri nell'allocazione della forza lavoro femminile lontano da casa.


Monica Pacini