SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La guerra dei gas 1914-1918, Prefazione di Vittorio Martinelli, Udine

Nevio Mantoan

pp. 120, Gaspari 1999

Questo volume esce mentre a livello internazionale la storiografia militare sta finalmente scrivendo in maniera scientifica la storia del ricorso ai "gas" nelle guerre del Novecento, spinta anche da epocali avanzamenti sul fronte del controllo degli armamenti chimici contemporanei (i più informati non possono non ricordare che una convenzione internazionale del 1993, entrata in vigore nel 1997, ha dato origine ad una Organization for the prohibition of chemical weapons che ha posto su basi concrete l'obiettivo dell'abolizione integrale dell'armamento chimico dalla faccia del pianeta: cosa che spinge appunto a ripensare in termini nuovi la sua storia). Se si aggiunge a questo il fatto che, nel nostro Paese, a parte accenni sparsi o saggi documentati ma dispersi, nessun autore aveva pensato a dare alle stampe una riflessione in forma di volume sulla Grande Guerra (che, prima delle guerre coloniali, vide il primo ed il più massiccio uso di aggressivi chimici), si comprenderà come l'aspettativa verso questo primo sondaggio italiano fosse grande. Troppo grande. L'a. che pure con un suo precedente (e più documentato) volume nel 1996 aveva fornito un interessante contributo alla ricostruzione della vita materiale in trincea, raccoglie qui informazioni generiche, luoghi comuni, passi sparsi dalla letteratura di guerra e sulla guerra, sulla impreparazione italiana nella guerra di difesa dal primo uso austro-tedesco dei gas (già meno dice sul successivo ricorso italiano agli aggressivi chimici). La documentazione archivistica è assente. Fra le immagini, numerose, che corredano il volume solo alcune sono interessanti e nuove (come quelle che documentano l'addestramento alla guerra con i gas della sezione chimico-batteriologica della VI Armata). Ma il volume rimane nell'ambito dei frettolosi cultori di militaria e lascia, pressoché vergine, il campo al lavoro degli storici. I quali, anche in Italia come altrove, dovranno prima o poi studiare i complessi problemi scientifici-organizzativi-militari (ed anche etici) del ricorso alla "guerra dei gas" da parte di una potenza liberale, che furono all'origine - sulla lunga prospettiva (Douhet e gli strateghi tedeschi della guerra aerea pensavano di colpire le città con attacchi aerei a gas) - di uno degli incubi della guerra totale del Novecento.


Nicola Labanca