SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Una faccia, una razza. Le colonie italiane nell'Egeo

Nicholas Doumanis

Bologna, Il Mulino, pp. 290, euro 20,00 2003

Tra il 1912 e il 1943 Rodi, Coo e le altre isole dell'Egeo orientale furono possedimenti coloniali italiani. Doumanis ricostruisce la storia della dominazione italiana nell'intento di individuarne i caratteri peculiari ma anche, e soprattutto, di valutarne l'impatto nella vita e nella memoria della società locale. La ricerca privilegia le fonti e i metodi della storia orale, pur avvalendosi di documenti archivistici, di fonti a stampa e letterarie. Nella Prefazione al volume Nicola Labanca ci ricorda come l'occupazione del Dodecanneso sia stata a lungo considerata nei libri di storia una conseguenza incidentale della guerra di Libia e ci segnala come il libro di Doumanis, oltre a colmare questa lacuna, adotti una prospettiva storiografica di particolare interesse. Il volume, infatti, ci restituisce un capitolo di storia dell'imperialismo coloniale italiano a partire dalla percezione che gli occupati ebbero dei loro dominatori e delle forme nelle quali interagirono con il regime coloniale. Dallo scavo nella memoria collettiva escono demoliti sia gli stereotipi di un colonialismo italiano dal volto umano, sia la versione oleografica della Resistenza antitaliana coltivata dalla storiografia nazionalista greca. Terra di frontiera tra Occidente e Oriente e punto nevralgico per il controllo del Mediterraneo orientale, l'arcipelago di Rodi sarebbe dovuto diventare nelle intenzioni dei governi liberali e, poi, del regime fascista la ?vetrina? del colonialismo italiano. A ciò secondo Doumanis si deve il carattere ambivalente della dominazione italiana nel Dodecanneso, dove gli interventi di modernizzazione economica e culturale, pur creando i presupposti per un primo sviluppo del turismo locale, per la valorizzazione dei reperti archeologici, per la ristrutturazione urbanistica e l'innovazione architettonica, furono tesi a rafforzare i rapporti di dipendenza coloniale e ad accelerare l'italianizzazione delle isole. Doumanis colloca l'occupazione italiana del 1912 sullo sfondo della crisi maturata nei territori dell'Impero ottomano, sostenendo come la crescente pressione dei conflitti etno-nazionalistici e le notizie dei massacri perpetrati dai Giovani Turchi ai danni delle comunità greco-ortodosse dell'Asia minore indussero gli abitanti del Dodecanneso ad accogliere gli italiani come dei ?liberatori?. Gli sviluppi della dominazione italiana mutarono sensibilmente una simile percezione soprattutto durante gli anni Trenta, quando nell'ambito della politica di italianizzazione fu inaugurata una violenta campagna di cattolicizzazione delle isole. Sulla scia della radicalizzazione del conflitto tra colonizzati e colonizzatori il nazionalismo assunse definitivamente i connotati di un'ideologia antitaliana.


Lidia Santarelli