SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Libertà, tolleranza e comunità politica. Il liberalismo di Ruggiero Bonghi

Nicola Del Corno

Milano, Franco Angeli, pp. 245, euro 22,00 2004

Al centro della vita intellettuale e politica italiana per oltre mezzo secolo, Ruggiero Bonghi (1826-1895) ha negli ultimi anni richiamato più volte l'interesse della storiografia, anche grazie al riordino delle sue carte presso l'Archivio di Stato di Napoli. Ora Nicola Del Corno, che insegna Storia del pensiero politico contemporaneo presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Milano, gli dedica un volume antologico il cui intento è di ?presentare al lettore alcune pagine, più o meno note, [?] in cui si snoda il filo conduttore della riflessione sui temi della libertà, della religione, dei rapporti tra comunità diverse? (p. 63). Tale scelta di scritti occupa i tre quarti del volume e comprende, fra l'altro, alcuni brani del saggio biografico che Bonghi dedicò a Cavour nel 1861, due importanti discorsi parlamentari del 1872 e del 1884, dedicati rispettivamente alle facoltà di Teologia e all'istruzione superiore, oltre ad alcuni dei più noti articoli frutto dell'intensa attività pubblicistica dell'uomo politico napoletano. All'antologia Del Corno premette un'introduzione suddivisa in tre parti: nella prima delinea i principali tratti biografici di Bonghi, nella seconda affronta il tema ?religione e società? nel suo pensiero politico, nella terza, infine, ripercorre in generale il giudizio della storiografia sulla sua vita ed opera. È, dunque, la questione religiosa l'angolatura principale da cui Del Corno analizza il pensiero di Bonghi: una scelta legittima, tenuto conto che proprio tale questione (Bonghi fu, tra l'altro, relatore della Commissione della Camera sul progetto di Legge delle guarentigie) assieme al problema dell'istruzione sono forse i temi realmente portanti della riflessione del politico napoletano che, com'è noto, spaziò in molti campi, tanto che tra i rimproveri principali che gli vennero mossi vi furono quelli di eclettismo e contraddittorietà. Del Corno sembra invece propendere per ?la complessità e l'originalità? (p. 63) del suo pensiero. Tuttavia, per rafforzare tale giudizio, forse Del Corno avrebbe dovuto compiere un'analisi di maggiore ampiezza, che non si limitasse ad una lettura tutta interna all'opera di Bonghi ma tentasse di contestualizzarla sia in rapporto al dibattito coevo sia alla stessa attività politica di Bonghi, che, come ha sottolineato tra l'altro Scoppola, fu anche e soprattutto uomo d'azione. Dispiace, poi, che i testi raccolti nel volume non siano accompagnati né da un cappello introduttivo che aiuti a comprenderne la collocazione né da alcuna annotazione. Infine, una pecca redazionale: nell'introduzione, i rimandi agli scritti antologizzati vengono riportati secondo l'ordine delle pagine dell'edizione originale, il che, com'è ovvio, rende non immediato il ritrovamento dei passi citati all'interno del volume.


Paola Carlucci