SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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«Il Secolo XIX». Un giornale e una città 1886-2004, prefazione di Valerio Castronovo

Ombretta Freschi

Roma-Bari, Laterza, pp. 436, euro 24,00 2005

«Il Secolo XIX», o ?Decimonono? com'era e resta meglio noto a Genova di cui è il quotidiano ?per antonomasia' che festeggia quest'anno il centoventesimo compleanno, ha rappresentato, allo scadere dell'Ottocento, il primo esempio concreto di connubio tra carta stampata e grande impresa. Dagli anni Settanta del Novecento è invece divenuto espressione dell'?editoria pura', rara avis nel panorama italiano, indipendente e libera dai condizionamenti dei ?poteri forti'. Il giornale, nato nel maggio 1886 come battagliero foglio dell'opposizione pentarchica al governo Depretis, sembrava un ?fungo elettorale? (p. 4) destinato a morire presto come la Pentarchia. Invece, superato un primo decennio di vita faticosa e di basso profilo, ha una seconda nascita nel 1897 quando ne diventa direttore Luigi Arnaldo Vassallo e la proprietà è acquisita da Ferdinando Maria Perrone già saldamente insediato ai vertici dell'Ansaldo. Il ?Decimonono? si trasforma così programmaticamente nel portavoce e difensore delle ambizioni, degli interessi e delle lotte di potere ingaggiate dai suoi padroni, a Ferdinando Maria presto si affiancano i figli Pio e Mario, punte di diamante del capitalismo industriale-marittimo-mercantile della città che tra fine Ottocento e Grande guerra compresa raggiunge il suo massimo splendore ai vertici dell'economia nazionale. Ma il rovescio della medaglia dell'intimo legame con i Perrone si manifesta puntualmente. Esaurita la strepitosa, in termini di incremento della produzione, parentesi della guerra e mancato per un soffio il progetto di impadronirsi della Fiat e della Banca commerciale, l'impresa precipita, nei primi anni Venti, nel baratro dei debiti. Il giornale, rimasto di proprietà dei Perrone, sopravvive ma si adegua pedissequamente, come tutta la stampa nazionale, alle direttive del regime fascista. Finita la seconda guerra mondiale, il ?Decimonono? ricopre nuovamente un ruolo importante nella vita politica e civile di Genova e, a cavallo degli anni Settanta, sotto la direzione di Pietro Ottone, adotta soluzioni innovative ispirate al giornalismo anglosassone. Nel frattempo, la decisione dei Perrone di dedicarsi esclusivamente all'editoria ravviva le fortune del giornale e ne ridefinisce, fino a oggi, l'identità. In questo libro Ombretta Freschi ricostruisce, grazie alle ricerche svolte in numerosi archivi e alla raccolta delle testimonianze dei protagonisti, l'intero percorso storico della testata giornalistica genovese. Seppure squilibrato nell'organizzazione della trattazione ? la fase che va dalle origini al 1943 occupa infatti cinque dei sei capitoli mentre, sbrigata in pochissime battute la parentesi della Repubblica sociale che vede i Perrone estromessi dalla proprietà, il periodo dal 1945 all'oggi è concentrato nel capitolo finale ? l'autrice dimostra nondimeno una piena padronanza analitica e una rimarchevole capacità introspettiva delle complesse vicende di un giornale profondamente radicato nelle dinamiche locali ma sempre attento, oltreché ai nodi dello sviluppo di Genova e della regione, alla politica nazionale e internazionale.


M. Elisabetta Tonizzi