SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Onde fasciste. La propaganda araba di Radio Bari (1934-43)

Arturo Marzano

Roma, Carocci, 448 pp., € 39,00 2015

Negli ultimi due decenni la politica fascista nel Mediterraneo è stata oggetto di numerosi studi per lo più concentrati sulle ambizioni italiane in Medio Oriente. Tranne rare eccezioni pochi hanno dedicato attenzione alla propaganda fascista nei paesi arabi. Il volume di Marzano sulla storia di Radio Bari (1934-43), la prima stazione radio europea a trasmettere in arabo, colma questa lacuna. Frutto di un lavoro di ricerca in diversi archivi italiani ed esteri, nonché in archivi privati, tra i quali quello di Enrico Nunè, figlio di un avvocato del consolato italiano ad Aleppo e di una siriana, efficacemente definito «personaggio di frontiera» che di Radio Bari, fu «la mente» (pp. 15 e 55). La peculiarità, oltre che il pregio, del volume, organizzato per nuclei tematici, è che si presta a molteplici letture. Lo studio costituisce un nuovo e importante contributo alla conoscenza della politica estera del fascismo verso i paesi arabi. L’a., pur concordando con De Felice nell’interpretare la politica fascista in Medio Oriente nel quadro delle relazioni italo-britanniche, propone una nuova periodizzazione e data già al 1935 l’inizio di una politica attiva nei confronti del mondo arabo. L’a. efficacemente dimostra che la popolarità di Radio Bari nei paesi arabi diminuì a partire dalla fine degli anni ’30, quando per contrastare la radio francese e inglese i programmi politici presero il sopravvento su quelli culturali. Successivamente, con l’entrata in guerra dell’Italia, la stazione si dedicò principalmente ai bollettini di guerra. Il contributo più originale del libro è costituito dai capitoli sulla struttura e i contenuti di Radio Bari, in cui si dimostra come la radio, benché strumento della politica fascista, abbia rappresentato un’esperienza di «ibridazione culturale paritaria» (p. 15). Attraverso le trasmissioni culturali, alle quali collaborarono anche noti intellettuali arabi, Radio Bari costituì un punto di contatto tra cultura europea e araba. La collaborazione degli intellettuali arabi va interpretata non tanto come un’aperta adesione al fascismo, quanto come la possibilità di raggiungere un vasto pubblico, in maggioranza analfabeta, altrimenti inaccessibile. Nella programmazione trovarono spazio anche programmi in lingua italiana per la promozione della conoscenza del mondo arabo tra gli italiani. Il volume aggiunge un nuovo tassello anche al controverso rapporto tra orientalisti italiani e fascismo e avvalora la tesi che alcuni studiosi sostennero la politica coloniale per mero opportunismo. Nell’ultimo capitolo – un tentativo di bilancio dell’impatto di Radio Bari – l’a. mette in luce come il mancato raggiungimento degli obiettivi della propaganda della radio rifletta il fallimento dell’intera politica estera fascista. In sintesi, il volume costituisce un lavoro dal quale non potrà prescindere chi vorrà indagare l’impatto del fascismo nelle sfere pubbliche arabe. Il saggio unisce al rigore scientifico uno stile sobrio ma nel contempo accattivante che rende la lettura piacevole e interessante anche per un pubblico di non specialisti.


Anna Baldinetti