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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Donne tra beneficenza e educazione. La Lega del Bene ?Nido Vittorio Emanuele III? a Pavia (1914-1936)

Paola Cuccioli, Grazia Loparco

Roma, LAS, pp. 191, euro 15,00 2003

Grazia Loparco, già autrice della monografia Le figlie di Maria Ausiliatrice nella società italiana (1900-1922). Percorsi e problemi di ricerca (Roma, LAS, 2002), studia in questo volume, insieme a Paola Cuccioli, l'azione delle salesiane in un caso specifico. Infatti, furono proprio queste suore ad assumere, nel 1930, la responsabilità della Lega del Bene ?Nido Vittorio Emanuele III? di Pavia, istituzione appena eretta in ente morale, ma da tempo insediata nel territorio. La Lega del Bene era stata fondata nel 1914 da Maria Martinetti. Di famiglia borghese e cattolica, cresciuta in una città dalla forte impronta associazionistica, la Martinetti aveva inteso rispondere al bisogno di sostegno delle ragazze madri e dei piccoli più indifesi, quasi del tutto ignorati sia dallo Stato sia dai poteri locali. Proponendo un modello solidaristico originale, si era prefissa di costruire un legame di aiuto permanente tra i bambini agiati, i benefattori, e i bambini in difficoltà, i beneficiati. Sebbene le autrici non spieghino persuasivamente la scelta del 1936 come termine ad quem della ricerca e benché non considerino gli apporti interpretativi degli studi più recenti sulla realtà locale, tuttavia sanno bene utilizzare la cospicua documentazione archivistica reperita. L'analisi di statuti, regolamenti, bilanci, relazioni, carteggi, consente di ricostruire i passaggi salienti della Lega del Bene nei suoi primi decenni di vita. Presente durante la guerra con opere di soccorso ai soldati e alle famiglie, acquisita visibilità sullo scenario cittadino e guadagnata credibilità presso le autorità politiche e religiose, l'associazione subì un primo mutamento tra il 1924 e il 1925, di riflesso agli indirizzi in campo assistenziale e educativo del governo fascista. Emarginate la Martinetti e le sue collaboratrici dai ruoli di responsabilità a vantaggio di un consiglio di amministrazione quasi esclusivamente maschile e di un presidente designato dal prefetto, la Lega del Bene, nel frattempo intitolata al nome del re, vide modificate le proprie finalità statutarie. Caduto lo scopo del soccorso alla ?maternità sfortunata?, poiché tale attività sarebbe entrata tra le competenze dell'ONMI, rimaneva il compito di assistenza ai minori abbandonati o orfani, ma in uno spirito di controllo del disagio sociale e di segregazione della diversità che era estraneo all'intenzione originaria. L'apertura, nel 1928, del ?Nido?, centro residenziale-educativo a dimensione provinciale, poi l'arrivo delle suore che, secondo l'orientamento salesiano, preferivano ?mantenere l'appoggio delle autorità pubbliche e dei ceti dirigenti per non dover chiudere scuole, oratori e associazioni? (p. 105), infine la morte, nel 1934, della Martinetti che, pur concorde con il governo, era comunque riuscita ancora a influenzare l'impostazione pedagogico-amministrativa della sua ?creatura', porteranno al definitivo coinvolgimento dell'istituzione nelle politiche per l'infanzia e la maternità messe in atto dal fascismo.


Marina Tesoro