SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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?Parlare più chiaro scrivendo?. Un epistolario nelle Marche di inizio Ottocento

Paola Magnarelli (a cura di)

Milano, Franco Angeli, pp. 198, euro 17,50 2002

Il Copia lettere d'Interessi scritte da Me Pietro Galamini, conservato nel fondo manoscritti della Biblioteca ?Benedettucci? di Recanati, offre a Paola Magnarelli, acuta e sensibile studiosa di scritture ?dell'io?, la possibilità di aggiungere un nuovo prezioso tassello al suo già ricco mosaico di storie, percorsi di vita e vicende di singole persone, esito di curiosa e assidua frequentazione di archivi. Il volume comprende una nota sulle Caratteristiche del testo e criteri di edizione, ricca di utili precisazioni di carattere metodologico, una Introduzione e la scelta di 114 lettere, inviate dal conte marchigiano Pietro Galamini, cugino di Giacomo Leopardi (peraltro completamente ignorato, come appartenente ad un mondo a parte), a parenti, amici, soci in affari, fra il 5 dicembre 1808 e il 3 settembre 1824. Pietro Galamini preferisce la scrittura al colloquio orale, convinto di poter dominare meglio i suoi rapporti e i suoi interessi con carta e penna: la scrittura, infatti, fornisce una sorta di valido filtro fra le cose da dire e il come dirle; lo stesso Galamini illustra con efficace semplicità al cugino Monaldo Leopardi la propensione per la lettera: ??si può parlare più chiaro scrivendo, di quello sia in voce; io almeno la penso così? , e ribadisce alla moglie: ?Voi sapete che il mio forte non è il parlare, ma nello scrivere tanto m'ingegno bene?? (p. 12) Così, per lettera, con una prosa semplice, dimessa, priva di eleganza e talvolta di fluidità, il conte Galamini tesse la sua rete di richieste, spiegazioni, consigli, controlli, secondo le esigenze dettate dagli interessi del momento: accorta protezione del patrimonio, tentativo di vendere quadri (poi rivelatisi falsi), liti legali, complicate questioni familiari, gestione delle terre, conduzione a buon fine del matrimonio del figlio Luigi? A ognuna di queste situazioni corrisponde un aspetto peculiare dello scrivente, il nobile, lo speculatore, l'agricoltore, che, nel loro insieme costruiscono e definiscono i diversi risvolti del suo potere maschile. Le lettere, tutte dettate dalla dimensione pratica e concreta dell'utile, come sempre raccontano tante storie e, nonostante la quasi totale mancanza di componenti affettive e riferimenti privati, in questo caso raccontano la storia di Pietro, del suo contesto e soprattutto di quello che Magnarelli nella densa Introduzione definisce il suo ?itinerario virile?, alla base del quale stava la condizione coniugale e la funzione di padre di famiglia (funzione, quest'ultima, che gli assegna il compito di rafforzare alleanze sociali e conservare patrimoni). Da non trascurare infine, l'ampio apparato critico che valorizza l'introduzione di una preziosa serie di indicazioni bibliografiche, arricchisce le lettere e accompagna il lettore nel mondo di Pietro, completando notizie, illustrando personaggi, spiegando vicende, aggiungendo particolari indispensabili per una miglior conoscenza dell'uomo e del suo ambiente e del suo tempo.


Daniela Maldini Chiarito