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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Morire per Gerusalemme. Storia delle guerre per la Città Santa dagli inizi del Novecento ad oggi

Paolo Di Motoli, Francesco Pallante

Roma, Datanews, pp. 218, euro 11,36 2004

Il volume di Di Motoli e Pallante individua nella sovranità su Gerusalemme il nodo irrisolto del conflitto israelo-palestinese. L'intento degli autori è stato quello di evidenziare, nelle varie fasi del conflitto, e nella ricchissima bibliografia esistente, tutto ciò che si riferisce alla Città Santa, questione su cui negli anni le posizioni delle due parti si sono maggiormente irrigidite. La ricerca prende le mosse dalla nascita del sionismo a fine Ottocento e, parallelamente, illustra per sommi capi la posizione del nazionalismo arabo. Interessante è la ricostruzione della sovranità su Gerusalemme nell'Ottocento, con lo scatenarsi degli appetiti delle potenze europee, fino all'avvento del primo conflitto mondiale e del mandato britannico. Questa prima parte rapidamente giunge alla fine del secondo conflitto mondiale e alla rivolta ebraica del 1945 contro la potenza mandataria. Gli autori considerano opportunamente il 1967 un anno decisivo per la storia della città, dal momento in cui, a seguito dell'occupazione israeliana di Gerusalemme Est, si pone il problema di stabilire lo status giuridico dei nuovi territori e della città in assoluto. Secondo il diritto bellico, Gerusalemme Est andava considerato un territorio occupato, ma fu chiara fin dall'inizio l'intenzione israeliana di integrare la città col resto del territorio dello Stato, facendone la capitale. Verso questo obiettivo furono volte tutte le successive iniziative giuridiche, militari, urbanistiche, demografiche dei governi israeliani. In particolare, il volume elenca in modo dettagliato gli interventi urbanistici e le annessioni territoriali realizzati per cambiare la fisionomia della città a vantaggio della popolazione ebraica, giungendo a descrivere quartieri, strade e isolati. A questo proposito, avrebbe arricchito e facilitato la comprensione del testo una maggiore presenza di cartine, dando modo anche a chi non si muove a suo agio nel complesso tessuto urbanistico di Gerusalemme e dei suoi dintorni, di orientarsi e capire la posta in gioco. Il cambiamento forzato della fisionomia della città intrapreso da Israele ha avuto come conseguenza l'irrigidimento ancora più marcato della posizione palestinese su Gerusalemme. Nell'alternanza delle fasi negoziali, fino agli accordi di Oslo, il punto di scontro resta sempre la Città Santa. Gli autori sottolineano il fatto che da Oslo a Camp David, lo scoglio decisivo fu proprio l'inconciliabilità delle posizioni israeliana e palestinese su Gerusalemme. Per quanto riguarda le fonti utilizzate, gli autori si rifanno per lo più a documenti e saggi editi, anche in via telematica, da cui traggono notizie e dati sulla situazione di Gerusalemme. Ulteriori informazioni sono ricavate da fonti istituzionali israeliane e arabe. Il libro si arresta al luglio 2003, senza proporre una conclusione. Nei mesi successivi, la malattia e la morte di Arafat ha cambiato definitivamente lo scenario e gli interlocutori delle trattative. Un augurio ai giovani autori e a tutti gli amanti di Gerusalemme, è che si possa, un giorno non lontano, scrivere il seguito di questa storia includendo, finalmente, un capitolo conclusivo.


Paola Pizzo