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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Cattolici nazionali e impresa giornalistica. Il trust della stampa cattolica (1907-1918)

Paolo Giovannini

Milano, Unicopli, pp. 318, euro 19,63 2001

Il giornalismo cattolico aveva, all'inizio del '900, una presenza quantitativamente rilevante nel panorama della stampa nazionale (528 testate sui 3.000 periodici censiti nel 1904 a livello nazionale), ma un'incidenza assai limitata nell'opinione pubblica. I ventisei quotidiani ? stampati prevalentemente nelle regioni settentrionali ?, i 150 settimanali, i 74 periodici di cultura, le 22 riviste, oltre i 232 periodici di carattere prettamente religioso, erano in buona parte ancora legati alla tradizione intransigente della quale riproponevano temi e modelli: avevano forme antiquate, scarsissimi notiziari, una platea di ?pochi sia pure fedeli lettori?. Alcuni segni di novità erano stati rappresentati dalla stampa democratico-cristiana ma non erano stati in grado di mutare i caratteri dominanti della stampa cattolica. Iniziative per superare queste condizioni vennero promosse da più gruppi nel 1906. La più importante ? della quale il libro ricostruisce utilmente la storia, basandosi su una ricca e interessante documentazione archivistica ricavata soprattutto sugli archivi vaticani ? si concretizzò il 1° giugno 1907, in una delle fasi più difficili del cattolicesimo, caratterizzata dalla vicenda del modernismo e dalla sua condanna, con la fondazione della Società Editrice Romana. La Società tendeva a dotare il movimento cattolico di una stampa organizzata secondo il modello industriale, ma soprattutto a sostenere l'ingresso dei cattolici nella vita politica. La dettagliata analisi dei rapporti fra il ?trust della stampa cattolica?, la finanza e gli ambienti ad essa collegati ? che il libro propone ?, consente una più approfondita conoscenza della dialettica del movimento cattolico in età giolittiana, delle divisioni interne all'episcopato, delle posizioni di Pio X in relazione alla partecipazione dei cattolici alla vita politica. L'Avvertenza del 1° dicembre 1912 ? che non riconosceva ?conformi alle direttive pontificie? i giornali del trust ? contribuì ad esasperare le difficoltà, nonostante i raccordi con il sistema delle banche cattoliche. L'iniziativa, infatti, che aveva pur favorito la nascita di un giornalismo nuovo, attento ai problemi di una società moderna, non polarizzato sulla questione romana, non aveva avuto il successo prospettato dai suoi fondatori. Le spese affrontate per rinnovare gli impianti, gli errori tecnici e amministrativi provocarono un deficit che non fu possibile colmare, nonostante i numerosi piani ? di cui il libro dà analiticamente conto ? prospettati alla Santa Sede che non apprezzò le posizioni tenute nei confronti di Giolitti e dell'impresa libica. Un rilancio della società venne tentato nel novembre del '16 con una nuova iniziativa ma senza successo; durante la guerra la crisi divenne ancora più grave per una situazione finanziaria divenuta insostenibile. La liquidazione della Ser fu l'ultimo atto della travagliata esperienza del trust della stampa cattolica, i cui più importanti giornali finirono per fiancheggiare il fascismo al potere.


Pier Luigi Ballini