SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Lo stile del drago. Processi e modelli della politica estera cinese

Paolo Rosa

Soveria Mannelli, Rubbettino, 279 pp., Euro 20,00 2010

Con questo lavoro, l'a. si prefigge di analizzare i fattori determinanti che influenzano le scelte della politica estera della Cina e il suo stile diplomatico. Un argomento quanto mai attuale che è andato assumendo una rilevanza sempre maggiore man mano che essa ha riacquistato un ruolo centrale sulla scena internazionale, diventando una delle principali potenze mondiali sia dal punto di vista economico sia politico-diplomatico. Le scelte di Pechino sono oramai quelle di un paese in grado di modificare gli equilibri internazionali, come rivelano i timori suscitati a partire dalla metà degli anni '90 che hanno alimentato, non solo in Occidente, la «teoria della minaccia cinese».A differenza dei tradizionali studi sull'argomento che utilizzano un approccio storico-culturale soffermandosi sulle specificità della Cina, rimandando al lungo passato imperiale e alla sua particolare visione sinocentrica dell'ordine mondiale, il volume analizza le scelte della politica estera facendo ricorso agli approcci e ai metodi elaborati per lo studio comparato della politica estera (Foreign policy analysis). Obiettivo dell'a. è proprio quello di «mostrare come i fattori esterni e interni influenzano la politica estera cinese, tenendo conto del contributo delle varie discipline e del fatto che i governanti cinesi posseggono caratteristiche culturali specifiche» (p. 34). Il volume è suddiviso in due parti. La prima analizza le variabili che influenzano la politica estera cinese: da quelle internazionali a quelle relative alle caratteristiche individuali dei leader che si sono avvicendati sulla scena politica del paese a partire dal 1949, passando per quelle riferite a livello sociale/governativo. La seconda parte descrive i comportamenti internazionali concreti che risultano dall'influenza dei fattori determinanti individuati, soffermandosi soprattutto su tre ambiti specifici: quello dei negoziati diplomatici, della politica economica estera, e l'atteggiamento verso l'uso della forza militare.Il lavoro di Rosa è particolarmente interessante, data anche la scarsità di questo genere di studi nella pubblicistica italiana, ed è efficace nella misura in cui consente di comprendere le dinamiche che hanno contrassegnato le trasformazioni della politica estera cinese nel passaggio cruciale dal maoismo all'epoca post-maoista, caratterizzata dall'avvio di un nuovo approccio pragmatico del tutto scevro da qualsiasi condizionamento di natura ideologica, nonché i condizionamenti derivanti dall'elevato livello di «socializzazione» raggiunto dalla Cina. L'opera è corredata da esempi, tabelle e figure esplicative, nonché da un solido apparato bibliografico che, sebbene contenga titoli solo ed esclusivamente in lingua occidentale, ha il pregio di presentare sia il punto di vista degli studiosi occidentali sia quello degli studiosi cinesi. Suscita, invece, qualche perplessità il modo con cui vengono citati gli autori cinesi. Come è noto, nell'indicazione dei nomi orientali vige la regola di anticipare il cognome al nome di battesimo. Nel volume tale norma non risulta sempre rispettata, il che, tuttavia, non inficia minimamente la bontà dell'intera opera.


Barbara Onnis