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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il secolo dei giovani. Le nuove generazioni e la storia del Novecento

Paolo Sorcinelli, Angelo Varni (a cura di)

Roma, Donzelli, pp. XV-304, euro 28,00 2004

Marginale sino a pochi anni fa, la storia dei giovani è entrata a piano titolo nella storiografia sociale, culturale e politica italiana. A differenza, infatti, di una copiosa produzione su tale tema soprattutto da parte delle storiografie anglosassone, francese e tedesca, lo studio dei giovani in Italia era rimasto ?di nicchia? per lungo tempo, svolto da pochi ricercatori. Nel tempo la ricerca si è articolata, passando dall'analisi dei movimenti politici giovanili a quelle del rapporto tra generazioni, delle politiche di repressione e di consenso, delle culture e dei linguaggi giovanili, e cercando di differenziare meglio sia l'articolazione interna al mondo giovanile (per classi sociali e d'età) che i periodi di maggiore visibilità ?passiva? e ?attiva? dei giovani (le guerre, le rivoluzioni, i fascismi, il '68, ecc.). In maniera molto appropriata questo libro collettivo si intitola Il secolo dei giovani perché dà conto del secolo, il '900, che meglio ha rivelato i giovani come attori collettivi con una propria identità generazionale. E diviene, oltre che un'indagine caratterizzata da originalità, suggestioni e ipotesi per nuove ricerche, anche un primo consuntivo delle ricerche sino ad ora compiute in Italia, con riferimenti internazionali, da parte di una dozzina di studiosi, per lo più ma non solo storici, che si erano già cimentati direttamente sulla questione giovanile o l'avevano solo sfiorata in ricerche su costumi, consumi, musica, sessualità. Essi sono R. Balzani, P. Magnarelli, A. De Bernardi, A. Rapini, M. Degl'Innocenti, D. Calanca, M. Mazzocchi, L. Gorgolini, L. Marconi, D. Tripputi, R. Grandi e A. Mascio. Difficile sintetizzare questo lavoro collettivo che gli stessi curatori definiscono ?un puzzle, in cui mancano ancora innumerevoli tasselli?. Credo però che non ci si debba preoccupare delle assenze né criticarle, perché i temi trattati sono molteplici e maturi: il tema delle generazioni storiche; il rapporto tra giovani, guerra e violenza; il mito della gioventù nelle rappresentazioni politiche e culturali e i miti coltivati dai giovani; giovani e mercato del lavoro; giovani e modernizzazione; giovani, scolarizzazione e qualificazione professionale; l'influenza degli andamenti demografici sulle dinamiche generazionali e sull'affermazione di una generazione rispetto ad altre; l'incidenza dei legami di gruppo e familiari sulle scelte individuali e collettive giovanili tra integrazione e contestazione; il rapporto tra padri e figli; e infine le culture giovanili del secondo dopoguerra. Molti autori sono inoltre finalmente attenti a questioni di gender, più o meno consapevoli di quanto sia ancora difficile fare emergere dalle fonti sino ad ora utilizzate (ufficiali, istituzionali, politiche) la storia delle giovani rispetto ai loro coetanei maschi. È come se la storia di larga parte del '900 avesse relegato ancora le giovani ad una sfera ?privata? e difficilmente rappresentabile in termini pubblici e moderni, mentre la collezione di foto riprodotte nel volume prova il contrario. Si tratta solo di un altro tassello da inserire, sulla base di nuove fonti, in un quadro oramai ben delineato grazie a collaborazioni come questa tra studiosi di diverse discipline sociali.


Patrizia Dogliani