SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Storia delle biblioteche in Italia dall'Unità a oggi

Paolo Traniello

con scritti di Giovanna Granata, Claudio Leombroni, Graziano Ruffini, Bologna, i 2002

Questo lavoro di Paolo Traniello, professore di biblioteconomia e bibliografia all'Università di Roma Tre e studioso degli aspetti istituzionali del sistema bibliotecario italiano, propone una lettura della storia delle biblioteche con un taglio diverso da quanto finora prodotto. Mentre tradizionalmente per storia delle biblioteche si intendeva la storia dei grandi istituti, oppure la storia delle singole raccolte librarie, questo volume punta all'esame della realtà bibliotecaria italiana in rapporto alle vicende politiche e sociali del Paese. La scelta di partire dall'Unità è dovuta alla convinzione ? ampiamente condivisibile ? che ?la formazione del quadro istituzionale delle biblioteche italiane si svolge e sostanzialmente si determina, almeno per quanto riguarda le biblioteche dello stato, entro la fine del XIX secolo? (p. 12). È infatti con la conclusione del processo risorgimentale che le biblioteche, come altri illustri monumenti del passato, diventano espressione della tradizione italiana, eredità culturale comune da contrapporre alla divisione politica. La storia delle biblioteche si intreccia dunque fin dall'inizio con le istanze più pressanti della nuova classe di governo: la costruzione dell'idea nazionale, la lotta all'analfabetismo, la revisione dei rapporti fra Stato e Chiesa sono i grandi temi di politica generale che fanno da sfondo alla politica culturale, incerta e a tratti contraddittoria, che ha caratterizzato l'azione di governo in tema di biblioteche. L'assunto di fondo dell'indagine è costituito dall'individuazione di una contrapposizione storica fra istituti considerati patrimonio dello Stato e custodi delle glorie patrie e altri, minori, nati per rispondere ai diversi bisogni culturali della popolazione. Un dualismo che ha comportato una scissione nella gestione del complesso delle biblioteche italiane: regolamenti ministeriali frequenti e minuziosi per i primi e un sostanziale disinteresse da parte dello Stato per gli altri, una sorta di vuoto istituzionale con il quale si spiega la mancata affermazione, in Italia, della biblioteca pubblica di tipo anglosassone e l'inesistenza, ancora oggi, di una legge quadro per tutte le biblioteche. Un lavoro di questo tipo, documentato e completo, arricchito dall'ampia Appendice dedicata a grandi temi come il deposito legale (dello stesso Traniello), al Servizio bibliotecario nazionale, di Claudio Leombroni, alle biblioteche delle università, di Graziano Ruffini, e alla trattatistica biblioteconomica di Giovanna Granata, rappresenta una sintesi organica che, come tale, dovrebbe chiudere un capitolo, costituire un punto fermo e definitivo. Invece, a partire da questo volume, si apre la via a diverse prospettive di ricerca, complementari alla lettura istituzionale e capaci di mettere in luce altre dimensioni, più interne alla vita delle biblioteche: lo studio del pubblico, l'esistenza semi sommersa di un tessuto di iniziative private e commerciali vive, anche se non ufficialmente sostenute, la realtà operativa delle biblioteche e le condizioni ordinarie del servizio bibliotecario, l'evoluzione, non sempre in senso positivo, della professione bibliotecaria in Italia.


Simonetta Buttò